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Un viaggio alla scoperta della Valle dei Templi di Agrigento

Immersa nella natura, la Valle dei Templi si estende su circa 1300 ettari, e racchiude le testimonianze della storia di Akragas, antica colonia greca situata sul territorio dell’attuale Agrigento.

Al suo interno della Valle dei Templi sono conservati i resti di ben otto templi dorici, di cui alcuni quasi intatti, oltre ad una necropoli tardo-antica e la suggestiva agorà.

Nel 1997, il sito archeologico è diventato Patrimonio dell’Umanità UNESCO.

Tempio di Hera

La storia della Valle dei Templi

Nel 581 a.C. alcuni coloni greci, originari delle isole di Creta e Rodi, fondarono Akragas, tra il colle di Girgenti e la Collina dei Templi. Ben presto, la città diventò una tra le più importanti colonie greche in Italia, trasformandosi in un importante centro politico ed economico.

Storica rivale di Siracusa, Akragas coltivò ambizioni espansionistiche sotto il tiranno Terone (488-473 a.C.). Durante la storica battaglia di Imera, avvenuta nel 480 a.C., Akragas sconfisse Cartagine, ma i barbari ebbero la rivincita nel 406 a.C., assediando la città siciliana. Seguì un periodo di declino economico, fino a quando, nel 262 a.C., Akragas non divenne colonia romana, sotto il nuovo nome di Agrigentum.

Fu così che, agli usi e costumi tipicamente greci che caratterizzavano la cittadina sicula, si sostituirono tradizioni, abitudini e passatempi tipicamente romani, come il gioco dei dadi. In questa fase, Agrigentum fu un importante centro di scambi commerciali.

Nell’anno 828 la città venne conquistata dagli Arabi, e la sua economia crebbe grazie all’esportazione di canne da zucchero, cotone ed agrumi. Infine, l’ultima dominazione di Agrigento fu quella dei Normanni, arrivati nel 1087.

I templi greci

Gli otto templi in stile dorico costituiscono la maggiore attrazione del sito archeologico. Non si può passare dalla Valle dei Templi senza fermarsi ad ammirare:

  • Il tempio di Hera Lacinia, detto anche di Giunone, risalente al V secolo a.C. Distrutto durante la guerra contro Cartagine nel 406 a.C., fu restaurato in epoca romana.
  • Il tempio della Concordia, risalente anch’esso al V secolo a.C., e successivamente utilizzato come chiesa cristiana, a partire dal VI secolo d.C.

    Tempio della Concordia

  • Il tempio dei Dioscuri, dedicato a Castore e Polluce. È così famoso da essere diventato il simbolo di Agrigento, ma ne rimangono soltanto quattro colonne.
  • Il tempio di Zeus Olimpio, innalzato dopo la battaglia di Imera per celebrare la vittoria sui Cartaginesi.
  • Il tempio di Eracle, di cui rimangono otto colonne. Costruito in stile dorico arcaico, risale al tardo VI secolo a.C.
  • Il tempio di Efesto, il più recente dei templi agrigentini, costruito alla fine del V secolo a.C. Misurava ben 43 x 20,85 m, ma oggi ne rimangono solo due colonne tronche e parte del basamento.
  • Il tempio di Asclepio, situato fuori dal centro urbano e frequentato dai malati in cerca di guarigione. Era così famoso, che persino Cicerone lo nominò nelle sue Verrine.
  • Il tempio di Demetra, situato al di sotto della Chiesa di San Biagio, che fu costruita in epoca normanna proprio sulle sue fondamenta. Risale ad un periodo compreso tra il 480 ed il 470 a.C.

Il fulcro della città: l’agorà, il bouleuterion e l’ekkelsiasterion

Come ogni città greca del periodo classico, anche Akragas aveva la sua agorà: a partire dagli anni ‘50, gli archeologi hanno scavato ininterrottamente per ricostruirne la storia.

L’agorà, soppiantata in epoca romana dal foro, si trovava tra il tempio di Eracle e l’attuale poggio di San Nicola. La parte inferiore era dedicata al gymnasium, dove si allenavano gli atleti, ed alle botteghe, mentre la parte superiore conteneva l’ekkelsiasterion ed il bouleuterion. Il primo era il luogo dove si riuniva l’assemblea di tutti i cittadini liberi, mentre il secondo, portato alla luce negli anni ‘80, ospitava le riunioni della boulé, un gruppo di rappresentanti eletti dal popolo.

Non lontano dall’ekkelsiasterion sorge l’Oratorio di Falaride, un piccolo tempio costruito tra la fine del II e l’inizio del I secolo a.C. Vicino al poggio di San Nicola è inoltre possibile ammirare il quartiere ellenistico romano, che si estende per oltre 15 mila metri quadri.

 

Come raggiungere la Valle dei Templi

La Valle dei Templi è facilmente raggiungibile in auto, dal momento che ci sono due parcheggi: uno situato a nord e l’altro a sud del sito archeologico. Ci si può arrivare anche con il bus urbano che parte da Agrigento.

Quest’affascinante città siciliana non è ricca solo di storia, ma anche di hotel per tutte le tasche e ristoranti tipici in cui gustare il maccu di fave, una zuppa di origine contadina, e la ‘mpignulata, una sorta di torta salata fatta con la pasta del pane.

Infine, dopo la visita alla Valle dei Templi non può mancare una passeggiata al giardino della Kolymbethra, gestito dal FAI.

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Redazione

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