Le Storie

Un mistero di nome Alan De Ross

La vostra Patti Holmes, oggi, è in vena di esagerare.

Ha deciso di farvi fare un piccolo giro del mondo per seguire le tracce di “colore” di un artista, il cui pseudonimo è “Alan De Ross”. A chi si stia chiedendo da cosa nasca questa mia curiosità rispondo che, a casa di amici, attratta da una tela molto colorata di cui volevo sapere l’artefice e delusa dalla vaga risposta, decisi immediatamente di sguinzagliare i miei Watson per saperne di più. Questi gli indizi che hanno raccolto:

1) E’ di Gela

2) Attualmente vive a Milano

3) Precedentemente a Roma

4) Parigi

5) Barcellona

6) Ha sangue italiano, maltese e algerino

7) Il cognome algerino, “Bujia”, in arabo significa candela.

Da queste prime informazioni potremmo ipotizzare che è un “pellegrino dell’arte”, un “bohémien apolide” e, soprattutto, un ricercatore di bellezza e di suggestioni. Prima dell’incontro, che ho già fissato, voglio, però, citare due sue massime che aggiungono altri importanti tasselli.

“L’introspezione e l’esplorazione sono le mie uniche parole chiave”.

“Ho vissuto da drop out per esplorare il mio animo, la mia arte e il mondo, guardando il sistema dal di fuori”.

Allora, vi ho incuriosito almeno un po’? Intanto partiamo dalla sua terra, Gela, e dai simboli della città che rispecchiano, misteriosamente, il nostro protagonista: un’aquila con le ali spiegate che poggia le zampe su un basamento, come il nostro artista che vola alto ancorandosi, però, alle sue radici; una corona sulla testa e uno sfondo scarlatto che, dai quadri di Alan De Ross, sembrerebbe essere il suo colore prediletto.

Ed eccoci arrivati alla data del fatidico incontro. L’appuntamento è a Palermo, in cui si trova di ritorno da Malta, in un bar del centro. La vostra Patti Holmes ha dimenticato di dirvi che per questa missione non sarà sola, ma coadiuvata da Giuseisha, la guru del sorriso, e dalla Dottoressa Pattin, studiosa di “uomini e donne d-istruzioni per l’uso”.

Alle 17,30 in punto, sedute e scrutanti ogni uomo, vediamo venirci incontro (siamo 3, ma il segno di riconoscimento è la mia “lente d’ingrandimento” ereditata dallo zio Sherlock), un affascinante ragazzo sulla trentina, con la barba e un sorriso disarmante che, guardandoci, dice: “Enchantè, sono Alan De Ross”. Mentre io, da professionista, resto impassibile, Giuseisha e la Dottoressa Pattin, entrando in fibrillazione e battendo le mani per l’euforia, mi costringono a scusarmi per la festosa accoglienza a cui segue, tenetevi forte, una sua frase che manda in visibilio le due : “Amo essere beato tra le donne”.

Finalmente, tra bollori e sudori freddi, l’intervista ha inizio:

D: Com’è nato lo pseudonimo Alan de Ross?

R: Anagrammando Alessandro, il mio vero nome, in una notte in cui io e mio padre prendemmo una sbornia assieme.

D: Hai girato il mondo, potresti darmi un aggettivo per le città in cui hai vissuto?

R: Milano è smart; Roma, sovrappeso; Parigi, sexy; Barcellona, frufrù; Gela, amorevole.

D: Quali pittori hanno influenzato la tua arte?

R: Artisti afro-americani per la loro spontaneità e attaccamento alle radici; molti, invece, mi paragonano a Jean Michel Basquiat.

D: Hai una società “Easarty”, di cosa tratta?

R: E’un’agenzia di marketing online, di advertising ed e-commerce, nata nel 2016 per aiutare artisti contemporanei nelle strategie social.

D: Cos’è per te “Arte” e cosa non lo è?

R: L’arte è un viaggio nell’inconscio tuo e universale. Durante il cammino scopri tanti tesori nascosti e senti tante vocine che ti disturbano, instillando paure. Questi fastidiosi allarmi interiori nascono dall’ego che vuole dare una spiegazione a tutto e, visivamente, nei miei quadri sono rappresentati da omini disegnati con uniposca. L’arte è umana e imperfetta, non ha schemi o teoremi, in essa c’è sia il diavolo che l’acqua santa, non è roba per persone ingenue. Per me parte da sketch e bozzetti che adoro fare.

D: Non ami chi scrive e narra storie, perché?

R: Perché tranne le fiabe, le favole e la poesia, che reputo forme scritte più vicine all’arte, il resto è filosofia.

D: Mhmm, io sono laureata in filosofia e scrivo, come la mettiamo? Qual è il tuo ultimo desiderio dopo aver fatto simili affermazioni?

(Scoppia a ridere, non sospettando minimamente che possa dire il vero).

D: Secondo te l’arte è manifestazione del divino?

R: L’arte rimane un mistero, non sappiamo da cosa scaturisca, ma sicuramente in essa è nascosto qualcosa di mistico, di curativo e, al tempo stesso, distruttivo. Il pericolo che si corre nel cercare spiegazioni a tutti i costi è quello di precipitare nella follia.

D: Come nasce un tuo quadro?

R: Vivo e recepisco più o meno inconsciamente molti input che si tramutano in liquido emotivo. Dopo qualche tempo, questo comincia a spingere e chiedere di fluire e uscire fuori per evitare inondazioni. Io, allora, prendo un canvas e dipingo, scoprendo quali suggestioni questo liquido abbia fatto emergere.

D: Qual è quello che ami di più?

R: I miei lavori preferiti sono “The artist DNA” e “The shaman”. Tra i più apprezzati dal pubblico, invece, “Urban Bat” e “Let’s save Africa”.

A questo punto Giuseisha mi strappa la parola, mai verbo è stato più adatto, per chiedergli:

D: Fai meditazione?

R: Quando dipingo, parlo in pubblico e ora che rispondo alle tue domande, cerco di essere presente e riconoscere le mie emozioni. Più che altro ho un’attività onirica molto sviluppata. Molte intuizioni, informazioni e percezioni mi arrivano, infatti, durante i sogni.

Ecco che anche la Dottoressa Pattin, per non essere da meno, interviene a gamba tesa facendo a Giuseisha quello che lei ha fatto a me e inizia con una sequela di domande sul suo argomento preferito “Uomini e Donne”:

D: Andiamo al personale, che di sicuro interessa molto ai nostri lettori, cosa ami in una donna e cosa odi?

R: Gambe lunghe, sano entusiasmo bilanciato da consapevolezza e capacità di sapersi innamorare. Detesto l’opposto.

D: Preferisci conquistare o essere conquistato?

R: Non ho schemi a riguardo.

D: Sei single?

R: Al momento non propriamente single e non propriamente fidanzato.

D: Qualcuna delle tue compagne è stata tua musa?

R: Almeno tre: Noelia, Claudia e Marie.

Finalmente, dopo aver sgridato la Pattin e non Giuseisha che è stata fin troppo sintetica, riprendo in mano la situazione:

D: So che stai creando un evento a Milano.

R: Sì, il titolo è “Love King”, siete tutte invitate.

D: Ultima domanda, il tuo rapporto con Gela e la Sicilia.

R: Stupendo. Sono un frutto dolce e tenero del Mediterraneo.

Il nostro incontro è terminato, sul tavolino giacciono vuoti una tazza di tè per me, una tisana per Giuseisha, un doppio Whisky per la Dottoressa Pattin e un caffè per il nostro Alan De Ross, il cui vero nome ci rivela essere Alessandro Lo Piano. Ammetto, parlo anche a nome delle mie bizzarre “collaboratrici”, di essere rimasta colpita dalla sua profondità e gentilezza, dall’aura di mistero illuminata dalla luce abbagliante della sua Sicilia e, soprattutto, dalla sua arte che è esplosione di colore, amore e passione. Avrete capito che ci ha conquistato, ma chi di noi lo avrà colpito? Alan, da gentleman, tace e sorride, ma al posto suo:

Giuseisha: Io, naturalmente, portatrice di benessere.

Dottoressa Pattin: Io, portatrice di aiuto psico-fisico.

Io, Patti Holmes: Una di voi due.

Per chi volesse saperne di più, ecco come trovarlo www.alandeross.com e www.easarty.com

A me, anzi a noi, non resta che augurarvi “Buona Arte” e “Buona CreAttività”.

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Giusi Patti

Giusi Patti

Mi chiamo Giusi Patti, ma sono anche la Dottoressa Pattin, Giuseisha e Patti Holmes. Una e tante. Mi definisco un "complesso", anzi un condominio di donne che coabitano pacificamente. La prima, l'originale, è laureata in filosofia; la seconda è una studiosa, specializzata in "uomini e donne d-istruzioni per l'uso"; la terza è una guru del sorriso e la quarta, infine, un'indagatrice. Tutte, proprio tutte, sono legate da un fil rouge che è l'amore per i viaggi fatti e in sognati, ma sempre conditi da miti e leggende. Chiedetemi e cercherò di soddisfare ogni vostra curiosità con pensieri parole opere e mai omissioni. Parola mia.

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