Itinerari

Svegliarsi su un canyon e osservare il fiume Colorado: il road trip alla scoperta dei parchi nazionali americani

Uno dei viaggi più belli da fare negli Stati Uniti è sicuramente il giro dei parchi nazionali ad ovest, meraviglie della natura visitate ogni anno da turisti di tutto il mondo.

Il tempo necessario per fare questo tipo di viaggio varia a seconda di quanti parchi si vogliono visitare e quanto si è disposti a dedicare agli spostamenti ogni giorno. Noi non siamo stati da meno e per la nostra prima estate da residenti fuori sede abbiamo organizzato nei minimi dettagli il nostro road trip in campeggio: avevamo a disposizione solo 2 settimane e la voglia di vedere tantissimi posti diversi, per questo è stato necessario calcolare tutti i tragitti – un bel foglio Excel ci ha aiutato nel pianificare al secondo gli spostamenti e le soste. L’estate è il  periodo più gettonato: prenotate in anticipo, se non volete finire in catapecchie dal listino prezzi paragonabile a un 5 stelle lusso!

Siamo partiti da New York alla mattina presto e dopo circa 5 ore di volo siamo atterrati a Phoenix, dove avevamo prenotato una macchina che ci avrebbe portato in giro per mezza America (per rimanere in tema, la scelta è ricaduta su una Jeep). Caricato tutto siamo partiti direzione Monument Valley, il tragitto non era breve ma per fortuna avevamo dalla nostra parte 3 ore di fuso orario che ci hanno permesso di macinare più km. Lungo la strada abbiamo attraversato diversi climi e paesaggi, dal caldo afoso di Phoenix alla pioggia, con scenari che passavano da una distesa di cactus a collinette a canyon.

Dopo alcune ore di viaggio abbiamo iniziato a vedere in lontananza le cime della Monument Valley che diventavano sempre più riconoscibili man mano che ci avvicinavamo. Il nostro campeggio si chiamava The View ed era letteralmente con vista a 360 gradi sulla valle, abbiamo montato la tenda che ormai era buio e non ci rendevamo conto dell’immensità del luogo che avevamo di fronte: dopo una notte di pioggia torrenziale con le prime luci dell’alba si è aperta davanti a noi una vallata mozzafiato.

Il giorno successivo l’abbiamo dedicato al giro dentro la Monument Valley, la strada è sterrata ma molto ben tenuta, e lungo la via è facile incontrare qualche indiano navajo con la bancarella piena di gioielli di argento e pietre azzurre. Sconfinando nello Utah con una delle strade più cinematografiche del mondo (“Sono un po’ stanchino. Credo che tornerò a casa ora.” [cit.]) è possibile arrivare a Muley Point, un canyon sconfinato che si può vedere dall’alto percorrendo una strada tortuosa, sterrata e piena di tornanti; lì vicino è possibile ammirare anche i maestosi ponti di pietra naturale presso il Natural Bridges National Monument.

Il giorno seguente dopo esserci riempiti gli occhi con le cime del far west, siamo partiti in direzione Grand Canyon, con molte tappe previste sul percorso.

La prima e più famosa è stata Antilope Canyon, un canyon scavato dall’acqua (agli utenti Windows dovrebbe risultare molto familiare…) in cui si può camminare in mezzo e che, se si è fortunati di trovare una giornata di sole, regala colori spettacolari. All’Antilope Canyon si può accedere da due parti da nord o da sud, rigorosamente solo con dei tour guidati da una guida esperta; noi abbiamo scelto l’ingresso sud pensando che, essendo quello più difficile da percorrere, fosse anche meno frequentato. Il tour era comunque affollatissimo facendo un po’ perdere la magia del posto, che rimane comunque una tappa “obbligata” se si è da quelle parti.

Dopo esserci ristorati con il cibo locale (BBQ ricavato da una vecchia pompa di benzina) e qualche bevanda tipicamente americana (rigorosamente extra-small – mezzo litro…- con tanto di occhiate stupite e un po’ offese delle cameriere), siamo ripartiti tenendo sempre sotto controllo la tabella di marcia che a quel punto prevedeva uno stop a Page per vedere il famoso Horseshoe bend (letteralmente piega a ferro di cavallo), un particolare punto del canyon dove il fiume Colorado fa un un’ansa e crea dei colori spettacolari con il blu dell’acqua, il rosso della terra e il verde della vegetazione.

Per raggiungere il punto di osservazione si parcheggia la macchina e si cammina per una decina di minuti fino a che finisce la strada e si arriva ad uno strapiombo di diversi metri da cui si può osservare questa magnificenza della natura. Non è certamente un posto per chi soffre di vertigini ma ho visto molta gente strisciare per terra per poter raggiungere in modo sicuro lo strapiombo e farsi una foto ricordo.

Noi abbiamo deciso che era il luogo perfetto per alzare il drone e scattare qualche foto.

Verso sera siamo giunti all’ingresso sud del Grand Canyon appena in tempo per goderci il sole sparire nell’immensità di questa meraviglia della natura, ma questa è un’altra storia…

 

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