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Il “sogno americano” di una turista, a spasso tra i grattacieli di Miami e le cenotes messicane

Andare oltreoceano ha sempre quel non so che di magico.

Tutti, chi prima chi poi, sognano di raggiungere l’America. Quando il sogno diventa realtà le aspettative sono alte e non ho mai sentito nessuno tornare a casa deluso, anzi.

Arrivi lì e ad accoglierti trova un’atmosfera surreale, da film. I mille controlli fatti in aeroporto, le ore “perse” a cercar di spiegare perchè sei approdato in una terra che non è la tua, a differenza di quanto si possa immaginare, sono momenti e ricordi impressi nella mente.

In America per molti aspetti sei un numero, a loro non importa che storia hai, non gli importa di capire o aiutarti, devi cavartela da solo. Altra storia invece, per il Messico. Per il popolo che ad oggi è annoverato nella mia personalissima  white list al primo posto, il turista va venerato. Ma andiamo per gradi.

Arrivata a Miami le regole sono rigide e non puoi permetterti di sgarrare, perchè rischi di andare in galera e rimanere lì per chissà quanto tempo. Atterrata alle sei del mattino ore italiane, il tempo dei controlli e finalmente inizia il sogno. Perlustro le strade in lungo e in largo. Cerco di usare i cinque sensi per carpire il più possibile, arrivo sulla famosissima Ocean drive, qualcuno per favori mi svegli.

Il Jet lag non mi tormenta. Inizia tutto da qui.

Un viaggio estenuante che al sol pensiero stanca, ma la bellezza, l’incanto, l’aria e i sapori sembrano avere un gusto diverso, resto svegli, occhi spalancati e cuore aperto. Sul lungomare incontri gente di ogni tipo. Nessuna si accorge che ci sei, tu o un altro sarebbe uguale. Lì puoi scegliere di essere chi voi. In tutta la sua grandezza mi ha colpito lasciandomi sorpresa perfino nei costi, esagerati. Si, senza dubbio esosi, due pizze 100 euro. No, non ho sbagliato con gli zeri sono proprio due.  Ma sai quando ne vale la pena? ecco per Miami ne vale maledettamente la pena.

I grattacieli e le grandi strade fungono da cornice perfetta per un quadro inestimabile che ha disegnato accuratamente un maestro dell’arte. Sfrecciano le ferrari sul lungomare, come fossero utilitarie. Il lusso per una come me è stupendo ma non è casa mia, per cui, altro giro altra cosa.

Si vola in Messico. Oh che meraviglia ragazzi. Paesaggi e distese infinite di verde, accoglienza a cinque stelle. La povertà rende quel popolo ricco d’amore. Una delle sette meraviglie del mondo(Chicén Itzá)lì ad aspettarti, per gli appassionati della cultura e delle avventura, le cenotes con un mare cristallino dove la miglior cosa che ti possa capitare sono le immersioni con Miguel, i delfini, lo sport e niente poco di meno che il Coco bongo la discoteca più bella al mondo protagonista indiscussa di uno dei film cult di Jim Carrey: “The mask” .

Che ve lo dico a fare? 

Sono in vacanza da una vita ma lì è tutta un’altra storia, la vita è magica e la magia a volte non si può spiegare.

Il viaggio nel dettaglio e le escursioni da fare ve le consiglierò al prossimo appuntamento.

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Giusy Costanza

Giusy Costanza

Scrivere qualcuno è sempre difficile. Descrivere una donna è un’impresa ardua. Per farlo al meglio parlando di Giusy Costanza, basti pensare a una pazza. Una di quelle romantiche, leali e con una dose massiccia di sicilianità nel sangue che la spinge a contraddistinguersi in ogni dove. Attuale direttore di “Mad in Sicily”, una rivista trimestrale cartacea (che nell'era del web rappresenta il paradosso, sottolinea con questa scelta, ancora una volta la sua pazzia). Ha collaborato per anni con la “Bibbia” del giornalismo in Sicilia, il Giornale di Sicilia. Piccola, come una buona bottiglia di vino, migliora negli anni, spingendosi oltre i limiti di sempre e cambiando pelle all'occorrenza. Autrice di un romanzo di cui va fiera “In amore non c’è mai fine” spera che qualcuno si ricordi della sua opera letteraria e riscriva questo monito nel suo epitaffio, gli auguriamo… il più tardi possibile.

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