BorghiSettimana Santa in Sicilia

Settimana Santa a Caltanissetta: un lungo calendario che fonde fede e tradizione

Le manifestazioni liturgiche della Settimana Santa, a Caltanissetta, durano 8 giorni. Un lungo arco temporale all’interno del quale si sviluppa un variegato programma svolto da centinaia di persone.

Culti che, proprio come si nota in molte celebrazioni siciliane, rappresentano una perfetta fusione tra cultura popolare e religiosa. Bande musicali, processione del clero e richiesta ex voto di antichi maestri artigiani  e associazioni si fondono insieme creando un circuito ininterrotto di fede e folklore. La Settimana Santa fa rivivere tradizioni antiche che ogni anno si rinnovano immutate rendendole, proprio per questo, ancora più caratteristiche.

Processione di Gesù Nazareno

Il programma delle manifestazioni della Settimana Santa inizia la Domenica delle Palme con la processione del “Gesù Nazareno”.

La statua del Cristo benedicente, eretto su un grande fercolo a forma di barca, viene trasportato a spalla dai fedeli dell’associazione Gesù Nazareno.

Tra gli appuntamenti che aprono la settimana la rappresentazione de “Il Corteo e l’Ultima Cena” il lunedì santo e de “Il Pretorio, via Crucis e Crocifissione” il martedì santo.

Si prosegue in questo modo la tradizione popolare che porta in scena tutta la passione di Cristo ed è inserita nel percorso di proposta di Candidatura per il Riconoscimento del Patrimonio Immateriale dell’Umanità dell’UNESCO per la categoria “Settimana Santa. La Rete delle performing art in Italia e in Europa”. Quello che viene offerto alla città è una rappresentazione di qualità interpretata  da attori non professionisti che scelgono, gratuitamente, di accogliere il messaggio apostolico di trasmissione della fede e di riportarlo sotto forma di rappresentazione teatrale.

Dal mercoledì al venerdì la scena è riservata alle antiche tradizioni nissene. Riti sacri e popolari che hanno oltre 100 anni di vita.

La Real Maestranza

La mattina del mercoledì è imperdibile la processione della “Real Maestranza”. Si tratta di un lungo corteo che sfila per le vie cittadine rievocando la morte e la Resurrezione di Cristo. Un messaggio veicolato tramite dei simboli cromatici. La maestranza, infatti, sfila verso la cattedrale indossando guanti, papillon e calze nere. Dopo la funzione liturgica, celebrata dal vescovo, il Capitano e tutte le maestranze cambiano il lugubre nero con un luminoso bianco. All’uscita dalla chiesa, a bandiere aperte e musiche festose, la processione festeggia la Resurrezione di Cristo.

Dal primo pomeriggio fino a notte inoltrata, il mercoledì santo, sfilano in un corteo composto le “varicedde”.

Il giovedì, seguendo quasi lo stesso itinerario, è il momento delle “Vare” dei Biangardi.

Si tratta, in entrambi i casi, di rappresentazione della Via Crucis sotto forma di statue di cartapesta arricchite da fiori profumati e precedute da una banda musicale.

In passato questi gruppi sacri venivano portati in spalla ma, con l’avvento della motorizzazione, si è preferito passare a delle macchine trainanti. Ancora c’è chi, a Caltanissetta, ricorda quando questi pesanti gruppi sacri erano portati in spalla e di come, a notte fonda, complice la stanchezza e qualche bicchiere di vino, i fercoli ondeggiassero a ogni passo.

Queste ultime appena descritte sono le processioni più lunghe perché durano diverse ore. Il punto di ritrovo è in Piazza Garibaldi a metà pomeriggio. Il percorso lungo il centro storico si sviluppa con molta lentezza e la “spartenza” avviene già nelle prime ore del mattino seguente.

Il venerdì, invece, è il giorno più sacro della Settimana.

In processione, dall’antica chiesa del Signore della Città e lungo tutto il centro storico, sfila “Il Cristo Nero”. Si tratta di un antico crocifisso che la leggenda narra essere stato ritrovato, in una grotta, dai “Fogliamari”. Ad accompagnare il Cristo lungo tutto il percorso c’è una folta rappresentanza del clero di tutta la Diocesi di Caltanissetta.

Il sabato santo non c’è alcuna manifestazione cittadina. Una pausa non “casuale” o legata a un’assenza di idee bensì “causale” del momento liturgico vissuto. Il tempo che intercorre la morte di Gesù e la sua Resurrezione, infatti, è riservato al silenzio e alla preghiera.  Questo giorno, secondo i dettami della Chiesa, va dedicato all’intima e individuale riflessione interiore.

Il Cristo Nero in processione

La domenica è il momento in cui si festeggia la resurrezione.

Il Capitano della Real Maestranza restituisce le chiavi della città al Sindaco prima di assistere alla messa in Cattedrale. La sera, infine, le manifestazioni folkloristiche si concludono con l’ultimo atto delle rappresentazioni di A.Te. Pa con il “Corteo della via Dolorosa, Tentazione di Maria e Resurrezione”.

Riassumere in breve tutte le manifestazioni nissene legate alla Settimana Santa è molto riduttivo. All’interno di ogni processione, rappresentazione sacra o corteo è racchiusa una storia. Un racconto legato al popolo nisseno, alla fatica del lavoro e alla fedele religiosità con la quale veniva vissuta la vita quotidiana.

Viverli di presenza e conoscerli con i propri occhi è il modo migliore per poterli scoprire.

Marcella Sardo

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