Eventi

Catania, il ritratto di gentiluomo torna al Castello Ursino

Una magnifica opera d’arte del rinascimento rientra dopo anni in Sicilia.

Domani alle ore 11 al Castello Ursino di Catania, alla presenza del sindaco etneo Salvo Pogliese e dell’assessore comunale alla Cultura Barbara Mirabella, Coop Alleanza 3.0 riconsegnerà alla città il Ritratto di Gentiluomo. Un dipinto olio su tavola della fine del Cinquecento attribuito a El Greco che dopo un intervento di restauro ha permesso di restituirgli l’antico splendore.

Il recupero dell’opera d’arte è stato finanziato grazie a “Opera tua”, il progetto di Coop Alleanza 3.0 che valorizza il patrimonio artistico locale composto da grandi e piccoli capolavori, a volte un po’ trascurati, in modo da restituirli alla comunità in tutta la loro bellezza.

El Greco, oppure il Greco, pseudonimo di Domínikos Theotokópoulos (Candia, 1541 – Toledo, 7 aprile 1614), è stato un pittore, scultore e architetto greco, vissuto in Italia ed in Spagna. È tra le figure più importanti del tardo Rinascimento spagnolo ed è spesso considerato il primo maestro del Siglo de Oro.

Durante il soggiorno in Italia modificò il suo stile in modo sostanziale, arricchendolo con elementi tratti dal manierismo e dal Rinascimento veneziano, ispirati soprattutto al Tintoretto nelle linee sinuose e allungate, nel senso del movimento e nella drammaticità dell’illuminazione, e al tardo Tiziano nell’uso del colore. Nel 1577 si trasferì a Toledo, in Spagna, dove visse e lavorò fino al giorno della morte. Proprio a Toledo ricevette numerose importanti commissioni e realizzò alcune delle sue opere più importanti e conosciute.

Lo stile drammatico ed espressionistico di El Greco era guardato con perplessità dai suoi contemporanei ma è stato molto apprezzato e rivalutato nel corso del XX secolo. La sua personalità e le sue opere sono diventate fonte di ispirazione per poeti e scrittori come Rainer Maria Rilke e Nikos Kazantzakis. Alcuni studiosi moderni lo hanno definito come un artista assai singolare e difficilmente inquadrabile nelle scuole pittoriche tradizionali. È famoso per le sue figure umane sinuosamente allungate e per i colori originali e fantasiosi di cui spesso si serviva, frutto dell’incontro tra l’arte bizantina e la pittura occidentale.

Articolo precedente

Suoni per la città, a Mussomeli i grandi del jazz in concerto

Articolo successivo

Alla scoperta della Carini sotterrena

Redazione

Redazione

No Comment

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *