ItinerariSapori

Dalla pasta ‘ncasciata ai purpitelli: la Sicilia raccontata con i piatti preferiti di Montalbano

Cari lettori de “I Viaggi di Cicerone”, la vostra Patti Holmes ha deciso di regalarvi un esperimento cultural-culinario.

Già vedo i miei Watson entrare in fibrillazione per le poche parole scritte e tutti gli altri, che non si sentono miei aiutanti, leggermi interdetti. Vi spiego come procederemo. Sì, sto parlando al plurale perché non sarò sola a scrivere questo articolo, ma coadiuvata da Patti Chef.

Entrambe decanteremo la Sicilia di Montalbano. Cureremo  aspetti che sono indivisibili e imprescindibili gli uni dagli altri. Insomma, dopo qualche riflessione, passerò il timone alla mia omonima che vi farà venire “u’ pititto” facendovi sedere a tavola, vi piacerebbe lo so, proprio con il Commissario Montalbano.

La Sicilia è culla di civiltà e crocevia di tantissimi popoli che l’hanno dominata e amata, lasciandole indelebili impronte nell’arte, che si respira in ogni angolo, nella lingua e, soprattutto, in cucina. La nostra, pur essendo isola, non è solo mare, ma incantevole entroterra. Con una montagna divina, l’Etna, chiamata “Idda”. Isola luminosa e, allo stesso tempo, oscura. Generosa e avara. Amichevole e riservata; Estroversa e intimista. Terra di Eros e Thànatos  e di questi ultimi elementi, amore e morte, è infarcita, per iniziare a dare spazio alla cultura cibaria, la serie che fa vincere con estrema facilità le prime serate a Rai 1.

Una curiosità è che Salvo Montalbano quando assapora le bontà preparate dalla fidata Adelina o da Calogero, altro suo punto di riferimento, pretende il silenzio assoluto.

Quasi a non volere che nessuno disturbi questo suo rapporto a “due” con il divin cibo siculo. Insomma, Salvo, grazie alle nuotate, non pensa minimamente alle diete che, spesso, è quasi costretto a fare perché, nel momento esatto in cui va per sedersi nella sua terrazza sul mare pronto a gustare il nettare e l’ambrosia che ha nel bicchiere e nel piatto, ecco arrivare una telefonata a interrompere quell’idillio di amorosi sensi.

Perché il cibo, per me, è godimento tanto quanto il sesso e in questo sono sicura che io e Montalbano la pensiamo allo stesso modo.

Adesso mi taccio e lascio il timone a Patti Chef, che vi introdurrà alle “luccumarìe” montalbanesche, perché Salvo proprio “liccu”, goloso, è; ma di cosa?

Di pasta ‘ncasciata, pasta al forno, piatto per cui anche gli dèi scenderebbero volentieri dall’Olimpo, condita con ragù di carne, melanzane fritte tagliate a tocchetti, pezzetti di salame o mortadella, uova sode a spicchi, caciocavallo a cubetti e pecorino e, rigorosamente, infornata con una bella spolverata di mollica grattuggiata sopra.

E’ ghiotto di arancini al ragù che chiamo al maschile per rispetto di Camilleri e di un suo libro “Gli arancini di Montalbano”, che per me “femmine” sono le triglie fritte alla maniera di Calogero, impanate con  farina di mais, buttate nell’olio bollente e mangiate caldissime. E poi i purpitelli cu sugu, preparati con aglio, pomodoro pelato, sale, pepe e prezzemolo, a cui non riesce a dire di no e i soli con cui tradirebbe la sua Livia. La pasta chi vrocculi arriminata. Per essere più precisi il bucatino che va passato nello zafferano e buttato nel condimento preparato con broccolo soffritto insieme all’uva passa, i pinoli e il pepe.

E ancora il caciocavallo, passuluna e alive. Caciocavallo che si fa dorare da entrambi i lati con uva passa nera, da non confondere con quella bionda che si usa per i dolci, e olive. In soli 5 minuti toccherete le stelle che conterete una per una, perché non facilmente digeribile e, per finire, di cannoli, che come le ciliegie uno tira l’altro.

La Sicilia è terra di delizie, quindi come non amarla e gustarla? Dalle vostre Patti Holmes e Patti Chef, unite in nome di Salvo Montalbano che preferirebbe sicuramente la seconda solo per le sue doti culinarie sia chiaro, per il momento è tutto.

oroscopo
Articolo precedente

Musica e stelle: ecco a voi l'Oroscopo di Patti Fox dal 12 al 18 marzo

Articolo successivo

Volalibro, a Noto il festival della cultura per i ragazzi

Giusi Patti

Giusi Patti

Mi chiamo Giusi Patti, ma sono anche la Dottoressa Pattin, Giuseisha e Patti Holmes. Una e tante. Mi definisco un "complesso", anzi un condominio di donne che coabitano pacificamente. La prima, l'originale, è laureata in filosofia; la seconda è una studiosa, specializzata in "uomini e donne d-istruzioni per l'uso"; la terza è una guru del sorriso e la quarta, infine, un'indagatrice. Tutte, proprio tutte, sono legate da un fil rouge che è l'amore per i viaggi fatti e in sognati, ma sempre conditi da miti e leggende. Chiedetemi e cercherò di soddisfare ogni vostra curiosità con pensieri parole opere e mai omissioni. Parola mia.

No Comment

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *