Borghi

Il paradiso esiste e si chiama Lampedusa

Paradiso. Una sola parola che nell’immaginario collettivo racchiude più mondi, alcuni reali altri oltre la vita. Quando penso al paradiso, il primo pensiero è Lampedusa. Un’isola conosciuta perlopiù per gli sbarchi e stranamente non per la sua bellezza. Un bellezza fatta di natura, odore del mare e di ospitalità.  Fino a qualche anno fa il cantautore Claudio Baglioni dava grande eco a una splendida realtà in nome della soliderietà, da qualche tempo purtroppo “O’scià” è un progetto morto, forse per volontà di qualche politicante, chi può dirlo. Spesso tendiamo a cercare posti lontani da noi, sottovalutando che a qualche chilomentro potremmo assistere a una visione paradisiaca. La guitgia, esempio di un mare pulito da non sembrare vero. Cala creta, altra eccelenza assolutamente da visitare con la creta da spalmare in tutto il corpo che dicono ridia tonicità e purifichi la pelle.  Cala Croce dove si può assistere al tramonto più bello di sempre. Penso al Paradiso e il pensiero va sempre lì, l’isola dei conigli,  spiaggia da fiaba difesa da Legambiente. Un tratto di mare, incantevole. Una piscina salata che ammalia chiunque approdi lì. Giunta nell’isola, è stato subito amore. Di quelli che non controlli, che tieni con te…letterlmente “mbriacata” d’amore per questa terra.  Di recente con l’avvento dei social , è quotata, tanti scelgono sempre più di raggiungerla… e come dargli torto?

Un paradiso fatto di polmoni verdi in diverse zone dell’isola e acqua cristallina. Strutture all’avanguardia in grado di soddisfare ogni esigenza. Ogni cala ha il suo perché, in ogni posto trovi chi è pronto a darti un pezzo di storia dell’isola e di se. In una cala in particolare ho trovato l’ospitalità degna di chi può farti sentire a “casa”. A cala Pisana una famiglia di concittadini gelesi ( genitori di Calogero Di Pietro, a cui sono grata per avermi fatto conoscere questa meraviglia) mi ha accolta come una figlia, con un calore e un’ospitalità d’altri tempi. Una casa in affitto per chi non può permettersi un albergo di lusso è l’ideale. Macchine dei primi anni ’80 marciano per le vie di Lampedusa,  mostrano ai turisti la propria beltà. Un tour mozzafiato e un’escursione in barca poi è la ciliegina sulla torta per visitare La Tabaccara.

Il nome dell’isola, Lampedusa, ha origine incerta. Deriva probabilmente dall’effetto che dovevano avere i lampi dei frequenti temporali nel Mediterraneo, e che illuminavano l’isola rendendola visibile anche da lontano ai naviganti erranti del mare. Ecco, per me  è stato un lampo in una bella settimana estiva.

Se smarrite la felicità provate  a ritrovarla a Lampedusa, di certo ne ritroverete un pezzettino.

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Giusy Costanza

Giusy Costanza

Scrivere qualcuno è sempre difficile. Descrivere una donna è un’impresa ardua. Per farlo al meglio parlando di Giusy Costanza, basti pensare a una pazza. Una di quelle romantiche, leali e con una dose massiccia di sicilianità nel sangue che la spinge a contraddistinguersi in ogni dove. Attuale direttore di “Mad in Sicily”, una rivista trimestrale cartacea (che nell'era del web rappresenta il paradosso, sottolinea con questa scelta, ancora una volta la sua pazzia). Ha collaborato per anni con la “Bibbia” del giornalismo in Sicilia, il Giornale di Sicilia. Piccola, come una buona bottiglia di vino, migliora negli anni, spingendosi oltre i limiti di sempre e cambiando pelle all'occorrenza. Autrice di un romanzo di cui va fiera “In amore non c’è mai fine” spera che qualcuno si ricordi della sua opera letteraria e riscriva questo monito nel suo epitaffio, gli auguriamo… il più tardi possibile.

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