Itinerari

Pantelleria, magica terra di colori e sapori

La vostra Patti Holmes, oggi, scrive una sorta di ideale taccuino di viaggio che ci porterà a Pantelleria, tra luoghi ammalianti e trattorie fidelizzanti.

Immaginando di partire da Trapani, eccoci subito a mangiare un’ottima pizza da “Amici miei”, il cui nome è un omaggio al celebre film, che ci condurrà, già entusiasti da questo godurioso inizio, sulla nave che ci farà approdare a “Bent el Rhia”, la figlia del vento, che si materializzerà magicamente all’orizzonte alle prime luci dell’alba. Sbarcati, da turisti non per caso, diamo inizio alla nostra sei giorni attraversando, per la prima volta, la sua Perimetrale (realizzata al tempo di Mussolini che voleva farne la “portaerei inaffondabile del Mediterraneo) che ce la farà percorrere in lungo e in largo. Ma, bando alle chiacchiere, è ora di viverla.

I° giorno: “Arco dell’elefante”.

Uno dei suoi luoghi più famosi e fotografati, da attraversare a nuoto per ammirarlo in tutta la sua imponenza e, poi, il “Lago di Venere”, uno specchio d’acqua dal colore verde-azzurro che si trova nel cratere di un antico vulcano, grazie al quale le sue acque sono calde e sature di zolfo e il suo fango ricco di sostanze nutrienti e benefiche per la pelle. Cena da “U trattu”, pronti a gustare: ravioli ai crostacei, cous cous di pesce e verdura, ricciola con frutta, contorno di peperoni e melanzane.

II° giorno.

Laghetto delle ondine”, una incantevole piccola conca trasformata in piscina naturale dall’azione erosiva del mare che, quando è agitato, infrangendosi sugli scogli crea, appunto, delle piccole onde. Per la nostra cena, questa volta, si potrebbe optare per una delle tante sagre. Indimenticabile quella di Kamma, intorno all’8 agosto, che vi offrirà: caponata, insalata pantesca, bruschette varie, pasta all’arrabbiata così buona da placare anche gli animi più accesi, bacio pantesco (il dolce tipico), tutto innaffiato da vino zibibbo e passito. Ciucchi e felici.

III° giorno.

Nikà”, un piccolo raggruppamento di scogli da raggiungere a nuoto per sentire il calore delle acque termali che emergono dal fondale. Meritata cena alla “Favarotta” con tagliatelle fresche con pangrattato, limone e prezzemolo, dentice in agrodolce, coniglio al sugo (specialità della casa), tiramisù con pesche. E, per non farci mancare nulla, altro bicchiere di passito da “U Friscu”, immancabile ritrovo notturno.

IV° giorno.

Martingana”, una grotta azzurra in miniatura circondata da pareti dalle strane forme in cui c’è chi riconosce animali acquattati e chi divinità oranti. Cena chic, nonostante i prezzi abbordabili, alla “Pergola” con polipo, gamberetti e alici marinate, spada al gratin e misto pesce alla brace.

V° giorno.

La “Balata dei turchi”, posto suggestivo da vedere, anche se leggermente difficoltoso per le sue rocce oblique e scoscese. Cena di nuovo a “U trattu, per provare altre specialità come la pasta con le erbe o misto mare, totani ripieni, cremolata ai fichi e alle banane con passito a volontà.

VI° e, purtroppo, ultimo giorno.

Cala levante” e “Cala tramontana”, antiche insenature, riparo di navi puniche e romane, caratterizzate da muretti a secco, terrazzamenti e caratteristici dammusi, che sono disseminati in tutte le contrade e, infine, “Punta tre pietre”, un sentiero nero su cui si staglia l’azzurro del mare e il verde di arbusti spontanei. Ultima sera in una delle tante feste, nate col passaparola, in cui ritrovarsi tra sconosciuti, da subito amici e con cui brindare all’incontro. Passaggio di commiato da “U Friscu”, per gustare le cassatelle alla ricotta appena sfornate.

Il consiglio che vogliamo darvi è mangiate, bevete e dimenticate la dieta, perché Pantelleria è un luogo di movimento in cui non si ingrassa.

E’ una beauty farm naturale che vi accoglierà nel calidarium, tepidarium e frigidarium della sua “Gadir”; nella sauna della “Grotta del caldo” e nella ibernante “Grotta del freddo”; condurrà in passeggiate in cui sentire il respiro del vulcano, attraverso pietre roventi, che ne svelano la presenza invisibile, ma dominante. Pantelleria, insomma, una realtà che per bellezza supera la fantasia.

Detto questo, voglio chiudere con un simpatico ritornello di due aficionados dell’isola, noti come “quelli della duetto rossa”, che guardandovi negli occhi, tra il convinto e il sornione, affermeranno che: “Pantelleria o si ama o si odia”. E a me, coniando un termine che potrebbe essere sottoposto all’Accademia della Crusca, non resta che salutarvi con un “qui tutto è Pantastico”.

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Giusi Patti

Giusi Patti

Mi chiamo Giusi Patti, ma sono anche la Dottoressa Pattin, Giuseisha e Patti Holmes. Una e tante. Mi definisco un "complesso", anzi un condominio di donne che coabitano pacificamente. La prima, l'originale, è laureata in filosofia; la seconda è una studiosa, specializzata in "uomini e donne d-istruzioni per l'uso"; la terza è una guru del sorriso e la quarta, infine, un'indagatrice. Tutte, proprio tutte, sono legate da un fil rouge che è l'amore per i viaggi fatti e in sognati, ma sempre conditi da miti e leggende. Chiedetemi e cercherò di soddisfare ogni vostra curiosità con pensieri parole opere e mai omissioni. Parola mia.

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