Foto/VideoLe Storie

“S”, da Artetika l’imperdibile personale di Alex Caminiti

La vostra Patti Holmes, cari Watson, vi conduce  tra gli spazi di Artetika per scoprire il mondo di Alex Caminiti. 

Artista messinese, classe 1977, le cui opere hanno fatto il giro del “grande” mondo, Europa, Asia, America del Nord e del Sud. Ma anche di quello “Piccolo”, appartato, solitario. Con ingressi di paesaggi di Villa Vina, più nota come Villa Piccolo di Calanovella, a Capo d’Orlando, per poi realizzare, nel 2014, una delle tre piramidi de “La Salle des Pyramides“.

Una splendida istallazione in cui l’artista, pre-vedendo i viaggi dei migranti del dolore, con grande sensibilità, ha tracciato i flussi delle popolazioni contemporanee. Ne evidenzia la tragicità e il pathos, col rovesciamento della piramide e il colore porpora tutto ciò si riversa sull’osservatore ammirante con la testa all’insù. Con la “S” per la testa comincio a riflettere su. “S” come Sorpresa, Supereroi, Successo, Sensualità, Sculture, Segreti, Sangue. E ancora Sensibilità, Sicurezza, Sapere, Salvezza, Solitudine, Stress, Salute, Sintonia, Sodalizio, Sinergia, Semplicità. Parole che rappresentano il nostro quotidiano. Con uno dei miei voli pindarici, che ben conoscete, ricollegandomi al titolo della mostra, gli domando se sia la mia fascinazione per l’esoterismo. Oppure se questa lettera lo abbia ispirato perché simbolo di una freccia in movimento. Proprio come l’umanità persa e mossa in labirintici specchietti per le allodole.

Alex risponde alle mia suggestione che la “S” è, in fondo, anche l’8 che simboleggia l’infinito.

proprio perché il caso non è mai un caso, oltre a dirmi di averlo tatuato, mi mostra un teschio rosso in cui il simbolo è presente e a cui ho scattato una foto, come prova provata.

37 sono le opere del percorso espositivo allestito dalla galleria Artetika. 23 tele, a spray e a pennello, nelle quali Caminiti gioca con il mito pop dei Supereroi. Usa il suo linguaggio artistico diretto e pratica un uso del colore sulla materia e sulla tela del tutto inaspettato. Spruzzi di fuxia, nero e blu. Colori intensi che si sciolgono in lacrime. Arricchiscono il percorso espositivo 14 sculture, 4 Blocchi di marmo operato, 4 Mele ‘Love’(vi avevo annunciato che l’amore sarebbe apparso prepotentemente), 2 Skulls dipinti e 4 Action figures in metallo colorato.

In mostra anche il grande trittico “Biancaneve non deve morire” (tecnica mista su carta fotografica). Opera creata dall’artista in omaggio alla forza della donna e contro la violenza di genere. Opera ispirata al ‘tagliente filo sospeso’ tra il potere femminile e quello maschile, affinché la predominanza e la sottomissione siano sempre e solamente un piacevole gioco. Infine, esposti due quadri figurativi e ironici, genere con il quale ha esordito Caminiti. Dipinti su tela e nei quali l’artista “contaminava” già allora la pittura classica, appresa in Accademia, e quella contemporanea. Elaborava composizioni che surreali. Immagini dove il volto del robot Mazinga veniva dipinto al posto della testa su di un nudo di donna del ’600, attuando, così, il suo personale e dissacrante stravolgimento della Pop Art.

Se è già un grande piacere parlare con Alex Caminiti, lo è ancora di più, non se ne abbia a male, farlo con la sua piccola aiutante, nonché grandissima fan, Ginevra.

Da consumata padrona di casa, essendo sua figlia, mi ha ha accolto e guidato tra le varie opere, mostrandomi quella in cui ha aiutato il suo papà e in cui si legge Giny, visto che il suo nome era troppo lungo per poterlo scrivere interamente.

Mi ha rivelato: “Che bello essere figlia di un’artista”, con un tale orgoglio e una tale gioia che mi hanno ricordato come anche mio padre fosse il mio mito. Piccoli artisti crescono in casa Caminiti, questa è la profezia di Patti Holmes, e non può che essere così in una mostra in cui LOVE IS IN THE AIR.

 

Riguardo questa personale, l’artista racconta:

E’ una mostra a sorpresa. Ho voluto fare questa nuova esperienza a Palermo con queste super Orbitali, perché gli Orbitali primogeniti li avevo presentati in Perù. Ho realizzato una a Lima con l’Istituto di Cultura Italiano e con quello Americano. Qui ho deciso di inserire Supereroi e Simboli Pop della nostra contemporaneità. Poi è successo che, spedendoli qui, i galleristi mi hanno chiesto di fare qualcosa di più particolare e mi hanno fatto spedire altre opere. Sono quelle figurative, le contaminazioni classiche con la contemporaneità Neo-Pop.

Così nasce la mostra.

Di là ci sono alcuni pezzi informali che ho presentato l’anno scorso. Io lo chiamo un bellissimo gioco. Le cose serie le faccio fuori, alle Biennali, con istallazioni di 10 o 20 metri che pesano tremila, quattromila chili. E lì ci vogliono strutture in una certa maniera, montacarichi, perché ci si fa male veramente.

Quando le mostre sono di questo tipo mi piace giocare con i colori, con le forme, con quella che è la nostra storia, perché l’Italia è il cuore pulsante del Rinascimento nel mondo e per questo siamo famosi, anche se nessuno lo sa. Quelli furbi sono gli americani e gli inglesi. Noi italiani non crediamo più in noi stessi, è questo il problema di fondo, come un po’ la nazionale, non ci sono più nuovi giocatori. L’onda lunga che si ripete in tutto ciò che noi siamo, sport, cultura. Quelli che io amo di più in assoluto sono quelli che è come se fossero scritte sul muro.

 

Alex Caminiti conquista oltre che per la sua Arte(S), aggiungo in suo onore la “S”, ma anche per la grande umiltà e capacità di comunicare i suoi tanti mondi, apparentemente lontani, che lega con felici innesti.

Lo definisco “fenomeno” che va oltre la contemporaneità, perché non etichettabile. Con la sua decostruzione e ricostruzione di stimoli e con le tradizioni pittoriche cristallizzate, negli anni dell’Accademia. Con i riferimenti simbolici, traccia una strada autonoma che unisce, con una linea immaginaria, passato, presente e futuro. Alex osa, provoca, suscita emozioni e riflessioni.

Lui è la sua arte. Il suo vivere è arte. In lui vi è creazione e ri-creazione e si ritorna al “Gioco”.

La mostra si divide in OrbiltaleS, FigurativeS, InformalS, PopS.

La sua genialità sta nel non prendersi troppo sul serio, nel dissacrare, divertirsi, colorare il mondo ingrigito in cui viviamo e contaminare: un esempio per tutti, il mitico Che Guevara con l’altrettanto mitica Mary Poppins.

Insomma, cari Watson, ci sono mostre e mostre, questa è una di quelle che non si può perdere perché la si ammira, ritornando un po’ bambini, per poi essere trasportati su temi seri dai tratti leggeri, che non uccidono, ma vivificano la forza del messaggio e rappresentano il modo più bello e sano per far comprendere vita e arte ai più piccoli.

L’inaugurazione sarà domenica 13 maggio, alle 19, da Artetika, in via Noto 40, a Palermo.

L’ideazione della mostra è a cura della gallerista Gigliola Beniamino Magistrelli. Presenta l’evento in veste eccezionale di collezionista e appassionato d’arte il professore Gaetano Armao.

“S” è la seconda personale di Caminiti organizzata dalla galleria Artetika. Dopo la prima mostra si è creata una sintonia sinergica con l’artista, come un antico sodalizio e un patto d’amore per l’arte, da cui è nata questa esposizione.

Un’urgenza comunicativa dalla potenza travolgente.

Non importa quale sia il gesto, che stia dipingendo sopra un tetto dove letteralmente spazza i colori su di un’enorme tela o che stia scolpendo simboli di Superman su piccoli blocchi di marmo. Con la possenza del suo corpo, più di un metro e novanta di altezza, tanti kg. e molti muscoli, che lo aiutano ad avere una fisicità operativa diametralmente opposta alla gentilezza del suo pensiero. Oppure sia che stia rifinendo un nudo iperrealistico o che stia volteggiando con il pennello sulla tela, creando uno dei suoi famosi ‘Punti di rottura’, Alex Caminiti ci travolge e ci inonda con la sua arte positiva.

La mostra può essere visitata dal 13 maggio al 3 giugno 2018, dal lunedì al sabato. Con questi orari: 10,00 – 13,00 / 17,00 – 20,00. Info: 091.309428 Info@galleriartetika.it.

Ingresso libero.

 

Se potessi nella mia casa vorrei le opere di Caminiti e ridurrei all’osso l’arredamento, tanto il “Gioco” lo farebbero loro. Buona mostra a tutti e “S”.

 

Articolo precedente

A Blufi il protagonista assoluto è il finocchietto selvatico

oroscopo
Articolo successivo

L'Oroscopo di Patti Holmes dal 14 al 20 maggio

Giusi Patti

Giusi Patti

Mi chiamo Giusi Patti, ma sono anche la Dottoressa Pattin, Giuseisha e Patti Holmes. Una e tante. Mi definisco un "complesso", anzi un condominio di donne che coabitano pacificamente. La prima, l'originale, è laureata in filosofia; la seconda è una studiosa, specializzata in "uomini e donne d-istruzioni per l'uso"; la terza è una guru del sorriso e la quarta, infine, un'indagatrice. Tutte, proprio tutte, sono legate da un fil rouge che è l'amore per i viaggi fatti e in sognati, ma sempre conditi da miti e leggende. Chiedetemi e cercherò di soddisfare ogni vostra curiosità con pensieri parole opere e mai omissioni. Parola mia.

No Comment

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *