Eventi

Milano ospita Metamorfosi, il “viaggio” di Picasso nel cuore del Mediterraneo

C’è ancora tempo per ammirare le oltre 200 opere giunte a Milano, a Palazzo Reale, per celebrare uno degli artisti-maestri del Novecento: Picasso.

La mostra Picasso, Metamorfosi è un viaggio nell’arte del passato, nel cuore del Mediterraneo, nella mitologia greca. È un sedersi sulle spalle degli antenati per comprendere la pittura e la scultura dell’artista spagnolo che scelse di allontanarsi dai classici canoni estetici.

Metamorfosi, però, ci fa comprendere come per allontanarsi dai canoni è stato necessario, per Picasso, il continuo confronto con il passato. Perché la modernità di Picasso è una reinterpretazione, una reinvenzione geniale.

Fino al 17 febbraio, quindi, sarà possibile camminare tra anfore e statue dell’antica Grecia, non solo quindi tra i lavori di Picasso. Si potranno osservare testimonianze artistiche dell’antichità, oggi custodite non solo nel museo parigino dedicato all’artista ma anche dal Louvre, dai musei vaticani di Roma, al museo archeologico di Napoli, dal museo Picasso di Barcellona (solo per citarne alcuni).

Attraversando il percorso allestito tra le sale di Palazzo Reale, ci si imbatterà subito nella visione picassiana del tema del Bacio e con il confronto con i lavori di altri due artisti che – come lui – hanno rinunciato ai codici della pratica artistica accademica: Igres e Rodin. Per l’occasione, sono stati portati nel capoluogo lombardo Il Bacio di Rodin e Paolo e Francesca di Igres.

Proseguendo, si incontrerà il mito del Minotauro e si rivivrà la storia di Arianna, la cui bellezza è rappresentata in diversi lavori che esprimono la sua passione amorosa.

E qual è il collegamento tra le figure di un vaso greco e l’artista spagnolo? È Tre Donne al Fonte, altro prezioso lavoro di Picasso accompagnato – appunto – da un confronto diretto con le tre sagome femminili pitturate su un vaso greco conservato a Louvre. Infatti l’artista frequenta spesso il museo parigino, e dai suoi tesori trae ispirazione per moltissime sue opere.

Da quell’attenta osservazione e da quell’assiduo studio delle forme artistiche greche, infatti, si arriverà al celebre Le Damoiselles d’Avignon, opera destinata a diventare il manifesto di una nuova concezione dell’estetica.

Picasso, Metamorfosi (una coproduzione a cura di Comune di Milano-Cultura, MondoMostre Skira e il catalogo edito da Skira) è quindi il viaggio nel laboratorio intimo di un artista mondiale. È una continua scoperta delle forme antiche che lo hanno ispirato e dei meccanismi di un’alchimia che collega l’antico con il moderno.

 

Articolo precedente

Agricoltura e gastronomia, in Sicilia arrivano i nuovi Distretti del cibo

Articolo successivo

Da Monte Ruvolo a Monte Minardo, trekking lungo il sentiero del Piano delle Ginestre

Grazia La Paglia

Grazia La Paglia

Grazia La Paglia. Sono nata e cresciuta nell'entroterra siciliano e ho vissuto (a) Palermo, città che mi ha formato e mi ha regalato un sogno: quello di diventare giornalista. Lì ho collaborato, per la prima volta, con un giornale cartaceo: La Repubblica Palermo, e da quel giorno il capoluogo siciliano è diventato la mia seconda casa. In quella redazione ho imparato a scrivere di volontariato, dei problemi del terzo settore, di belle storie di integrazione e multicultura, di innovazione e lavoro, di ambientalismo, di scuola e di università. Nel novembre del 2015 è nato il mio blog autore, ClickUniversità, sempre di Repubblica dove racconto la vita degli universitari, le storie di chi - con una laurea in mano - riesce ancora a farcela e di chi è costretto a emigrare. E poi ancora, a Palermo, le collaborazioni con I Quaderni de L'Ora, il giornale culturale francese Cafè Babel e le dirette radiofoniche con Radio 100 passi. Ma non ho mai dimenticato la mia prima casa, Vallelunga, che ho raccontato sul sito Magaze.it, sul quotidiano La Sicilia e sul periodico culturale da me diretto, La Radice. Lettrice instancabile, ho moderato la presentazione di diversi libri e ho ideato e realizzato due edizioni del Festival del Libro. Adesso sono una terrona a Milano, ma il mio cuore resta alla Cala mentre ammiro i tramonti sui Navigli.

No Comment

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *