Le Storie

La storia di Bruno Catania, l’uomo che insegna a volare

Oggi la vostra Patti Holmes vuole “volare”.

Tenete a mente questo verbo, in un luogo che odora di leggenda. Siete pronti per questa nuova avventura?

Bene, allora, partiamo subito con gli indizi. Siamo diretti:

1) nel misterico entroterra che comprende diverse province, accomunate dalla bellezza del paesaggio con colline a perdita d’occhio;

2) in un coacervo di curve che, facendo rallentare la corsa delle macchine, impone di godere della magia dei luoghi;

3) nella terra di Cocalo, re dei Sicani;

4) a Camico, (forse l’attuale Sant’Angelo Muxaro), antica città pregreca, roccaforte del sovrano;

5) nel regno in cui, secondo la leggenda, Dedalo, fuggito dal labirinto di Cnosso con due ali di cera ricoperte di piume di uccello, trovò rifugio;

6) e Minosse, approdato per riprendere il fuggiasco, la morte.

Volare sarà il fil rouge che ci guiderà, permettendo il nostro battesimo dell’aria.

Volare, perdendosi tra cielo, sole e nuvole, è il sogno dell’uomo di ogni tempo. E’ assaporare la libertà. Volare è trasformare il quotidiano in qualcosa di straordinario. Superare i limiti che la mente impone.

Non state più nella pelle e volete sapere dove vi sto conducendo e, soprattutto, in quale avventura vi sto trascinando?

Vi accontento subito dicendo che il progetto delle meraviglie che vi racconterò, permettendovi di emulare gli uccelli, è “Ali Sicane” , di cui saprete tutto grazie a Bruno Catania, il fondatore, che ha concesso alla vostra curiosa Patti Holmes una bellissima intervista.

Bruno, come nasce il progetto “Ali Sicane”?

“Il progetto nasce per dare il giusto merito a una disciplina sportiva piena di pregiudizi, che come tali sono figli dell’ignoranza.

Quindi, stanco di sentir infondate maldicenze su ciò che amo, ho deciso che non era sufficiente volare e basta, fregandosene di quello che diceva la gente.

Il volo libero mi ha dato tanto, non solo in termini emozionali, e ho sentito il dovere di ricambiare nel mio piccolo, rendendogli quello che era giusto e cercando di abbattere le tante credenze errate. A tutti quelli che mi dicono: “neanche per tutto l’oro del mondo farei una cosa simile“, malcelando sentimenti di disapprovazione per chi, secondo loro, disprezza la vita, rispondo: “venite a vedere il dietro le quinte di un volo in parapendio e cambierete idea”. Uno di questi, addirittura, aveva iniziato il corso che, poi, ha dovuto interrompere per motivi personali (nel frattempo aveva messo su famiglia).

Lo scopo che mi sono prefisso, fondando Ali Sicane, è far capire alla gente che i piloti di volo libero, oltre a nutrire una viscerale passione per il sogno più ancestrale dell’uomo, hanno tanta voglia di godersi la vita in simbiosi con la Natura e, forse, molta di più dei detrattori “terrestri”. Per questo motivo ho iniziato a girare per i comuni del centro Sicilia affinché mi dessero, in ambito di manifestazioni o eventi, uno spazio dove spiegare la disciplina che amo. E’ dura, le diffidenze sono tante, tutti dicono: “bello, però”…

L’obiettivo della nostra associazione è togliere quel però”.

La scelta del luogo è dovuta al fatto di essere figli di questa zona o per il suggestivo approdo di Dedalo nella terra del re sicano Cocalo?

“Entrambe. Avere poi il nostro sito di volo ufficiale (Passu Funnutu) a 11 km dai luoghi dove la leggenda dice che sia vissuto l’antesignano dei volo liberisti ci riempie di orgoglio. Vabbè è una leggenda, ma quante hanno migliorato la vita a miliardi di esseri umani?”

Avete trovato aspiranti emuli degli uccelli più tra gli indigeni o i forestieri?

“Siamo una quindicina di praticanti tutti dei comuni della Sicilia centro meridionale. Negli anni 90 eravamo 8 piloti di deltaplano che, con il passare del tempo, si sono assottigliati al punto che sono rimasto solo io a volare questa superba macchina volante che, come risvolto della medaglia, ha purtroppo poca praticità e una gestione del volo molto più complessa e più fisica del parapendio che ha il merito, senza dubbio, di aver ridato linfa vitale al volo libero e facilitare chi voleva realizzare il sogno di Icaro.

Al parapendio va anche il merito, dopo un trentennio di coniugazione al maschile, di aver consentito anche alle ragazze di avvicinarsi a questa realtà. Abbiamo anche noi le nostre quote rosa, tre per l’esattezza, di cui un’esaminanda a giugno (in bocca all’aquila!). Ali Sicane è l’associazione che vanta il maggior numero di donne pilota della Sicilia e oltre”.

Avete incontrato difficoltà nel realizzare il vostro campo o scettici che vi hanno scoraggiato?

“Le difficoltà che temiamo di più sono quelle che la Natura ci propone ogni giorno. Per quanto riguarda gli scettici nulla sappiamo, visto che rimangono a terra”.

Tra i vostri allievi possono esserci bambini? E, secondo te, sarebbe giusto che sin da piccoli avessero un battesimo dell’aria, per vincere la paura del vuoto che affligge molti?

“Sono stato nel 2013 alla 40sima edizione della Coupe Icare, a St Hilaire du Touvet, la più famosa manifestazione a livello mondiale dedicata al volo libero. Ebbene ho visto scolaresche di materna ed elementare venire al decollo con le maestre che spiegavano il principio di Bernoulli con un phon e una pallina. Cose impensabili da queste parti in cui, come minimo, sarei additato alla stessa stregua di un ”pusher”. Siamo molto lontani dagli altri paesi, però se non ci muoviamo non colmeremo mai il divario.

Tornando alla domanda se i bambini possono praticare il volo, personalmente conosco dei piccoli figli d’arte che già a 6 anni armeggiavano con vele e imbraghi e a 11 volavano. Non sono d’accordo ad affidargli il ruolo di pilota, ma che si appassionino è auspicabile. Questa disciplina impone scelte che a volte fanno la differenza tra la gioia e la tragedia e per questo ritengo che chi vola debba avere la maturità e la consapevolezza di ciò che sta facendo. Infatti è una scelta che matura con il tempo e se è vero amore allora cominceranno a crescere le ali. Per la legge italiana, inoltre, i minori possono iniziare un corso di volo appena compiuti i 16 anni e con il consenso dei genitori. In parapendio biposto, invece, ho portato anche bambini, l’unico problema è il poco peso che viene compensato con una zavorra di acqua”.

Cosa si prova ad attraversare il cielo?

“Bella domanda, la più difficile. Dopo 25 anni di volo non riesco ad articolare bene una risposta e dire che è quella che mi viene rivolta maggiormente. Dire “un turbinio di emozioni” sarebbe la mia personale risposta. Naturalmente è molto riduttiva perché ogni volo, anche il più banale, può generare forti emozioni, come successo a me, giorni addietro, in un semplice volo planato. Poi ogni pilota elabora soggettivamente il suo rapporto con la terza dimensione: la verticalità. Personalmente, durante e dopo un bel volo, avverto uno stato di regressione infantile come quando giocavo spensierato sotto il cortile di casa, solo che il cortile, in questo caso, è diventato il cielo”.

Convinci una paurosa come me e i lettori de “I Viaggi di Cicerone” a volare.

“Nel momento in cui una persona dice: “convincimi a volare”, in pectore ha già fatto la sua scelta e cerca soltanto di rimuovere le paure ostative a ciò che ha deciso di fare e quelle, credimi, vanno via, come neve al sole, con la conoscenza. Il volo si propone non s’impone”.

Una giornata tipo di chi decide di cimentarsi col volo.

“I piloti di volo libero appena svegli cominciano i consulti con i vari modelli previsionali del meteo per vedere quale sito offre le possibilità di volo migliori. Poi si comincia con le telefonate agli amici dicendo: “da te com’è?” e, infine, ci si reca sul sito ritenuto più idoneo. Ma non è finita. Spesso quanto espresso dai modelli di previsione non sempre è conforme con quello che madre Natura ha deciso quel giorno e lì a interpretare, valutare, discutere, sondare, sperare e, se nella mente scatta il verde, via senza indugio. A quel punto sentirai uno scorrere di cursori, bip di strumenti, radio gracchianti, sfrigolio di vele, un leggero sibilo e….”

Progetti ed eventi a breve e a lunga scadenza?

“Vola e fai volare. Andiamo dove gira il vento, ma non siamo politici. Scherzo. Portare avanti la divulgazione di questa meravigliosa disciplina con ogni mezzo è lo scopo per cui abbiamo fondato l’associazione e in questo insistiamo. Noi ci proviamo, mal che vada non ci resta che volare, che non è malaccio. Allora a presto e spero che tu venga a conoscerci personalmente e soprattutto a vedere volare. Chissà che quel giorno…”

Non so a voi, ma a me già sono cresciute le ali e, ringraziando Bruno Catania per la chiarezza e la passione con cui avvicina al volo, vi informo che andrò, volerò e vi farò la cronaca della giornata.

Buon volo e in bocca all’aquila a tutti.

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Giusi Patti

Giusi Patti

Mi chiamo Giusi Patti, ma sono anche la Dottoressa Pattin, Giuseisha e Patti Holmes. Una e tante. Mi definisco un "complesso", anzi un condominio di donne che coabitano pacificamente. La prima, l'originale, è laureata in filosofia; la seconda è una studiosa, specializzata in "uomini e donne d-istruzioni per l'uso"; la terza è una guru del sorriso e la quarta, infine, un'indagatrice. Tutte, proprio tutte, sono legate da un fil rouge che è l'amore per i viaggi fatti e in sognati, ma sempre conditi da miti e leggende. Chiedetemi e cercherò di soddisfare ogni vostra curiosità con pensieri parole opere e mai omissioni. Parola mia.

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