Itinerari

La Settimana Santa a Milena e le tradizioni di un tempo passato

La settimana santa al sud.

In Sicilia ed in particolar modo nel nisseno la Settimana Santa assume caratteristiche più che particolari e le sue rappresentazioni siano esse religiose o semplice frutto di scenografie teatrali riescono ad immergere il fedele in una suggestione unica nel suo genere. Il fedele, come il viandante, può in questa particolare settimana, non solo espiare le proprie colpe ma assistere ad una pietas popolare intrisa di tanto folklore che non ha eguali. Tra i paesi appartenenti al cosiddetto territorio del Vallone, emerge la piccola cittadina di Milena, una comunità di sole tremila anime. Eppure nonostante le sue ridotte dimensioni, il periodo pasquale viene ancora oggi vissuto dai suoi abitanti con grande orgoglio per l’attaccamento che dimostrano alle antiche usanze e tradizioni.

Una peculiarità fra tutte è sicuramente la processione del Venerdì Santo.

L’urna, contenente le spoglie mortali di Gesù Cristo, viene portata a spalla per tutto il suo lungo tragitto non dagli uomini bensì dalle pie donne che alternandosi nel percorso non lamentano mai stanchezza alcuna.

Il clou della festività religiosa comincia con la Domenica delle palme fino ad arrivare all’atteso Giovedì Santo.

In Questa giornata della settimana santa viene allestito il “sepolcro” Gesù nell’orto. Viene ricostruita l’atmosfera dell’orto mediante piante e fiori di vario genere. Tra queste spiccano i germogli di grano fatti crescere in vasi al buio per dare loro un colore bianco che diventa con la luce sempre più giallognolo. I riti del Giovedì iniziano con la lavanda dei piedi.

Negli anni settanta  i beneficiari del rito erano i membri della “Confraternita del Santissimo Sacramento” i quali interpretavano gli apostoli.

La Chapman nel suo libro “Milocca un villaggio siciliano” in merito scrive che, dopo il rito, i partecipanti consumavano una cena a base di “rotoli zuccherati e agnelli in zucchero candito” in pratica quelli che ancora oggi sono i dolci tradizionali di Pasqua. La tradizione continua con la visita, da parte dei fedeli, del Sepolcro con i “viaggi”, mentre gruppi di “lamentatori” si alternano, cantando, lungo un percorso che va dall’ingresso della Chiesa al Sepolcro. Anche in questo caso le caratteristiche “lamentazioni” hanno un sapore tutto loro. Sono antichi canti che vengono intonati interamente in lingua siciliana. Quelli di Milena si differenziano inoltre, rispetto a quelli dei paesi viciniori, in parte per i testi che, tramandati verbalmente, hanno subito variazioni, ma soprattutto  per l’intonazione ed il ruolo degli accompagnatori.

Viaggi e lamentazioni proseguono anche il Venerdì Santo mattina fino alla celebrazione di quella che gli anziani chiamano “Mezza Missa”.

E’ messa senza la celebrazione dell’Eucarestia come da rito cattolico.

Negli anni sessanta, il pomeriggio aveva luogo una rappresentazione teatrale della passione e morte di Gesù “la scinnenza”.  Questa tradizione, salvo qualche rara rappresentazione negli anni successivi, si è definitivamente persa. Ad eccezione di questo anno. Ha trovato nuovo vigore ed entusiasmo grazie all’impegno dei giovani locali. Il pomeriggio-sera ha inizio la processione del Cristo Morto e della Addolorata. La processione che percorre le vie principali del paese. Viene accompagnata dai lamentatori e dalla banda musicale con una vasto repertorio di marce funebri, frutto anche esse, di antiche tradizioni. Da annoverare la famosa marcia, di autore ignoto, “ha, sì versate lacrime” che è accompagnata dal canto commosso dei fedeli.

 

 

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Erika Diliberto

Erika Diliberto

Nata a Bologna, figlia di un carabiniere, ha cambiato più volte casa e “pelle”. Ha collaborato con diversi blog e con il Giornale di Sicilia. Dedica il proprio tempo libero alla sua famiglia più che speciale composta da marito, quattro cani, tre canarini e cinque gatti! Detesta i termini ambientalista o peggio ancora animalista. “Sono solo una donna che apprezza la vita e che la rispetta in tutte le sue forme, dalla più piccola alla più grande”. Adora far lunghe passeggiate all'aria aperta accompagnata dai suoi quattro zampe, al caos predilige di gran lunga il silenzio e le persone che sanno ascoltare più che parlare. Ama la sobrietà e la semplicità d'animo anche nella scrittura. D’altronde la sua citazione preferita è dello scrittore russo Isaak Babel: "Non c'è ferro che possa trafiggere il cuore con più forza di un punto messo al posto giusto".

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