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La Settimana Santa a Caltanissetta: una vera e propria opera d’arte in movimento

Nel nostro viaggio volto ad esplorare riti e usanze della pasqua dell’entroterra siculo, non poteva mancare una parentesi dedicata al capoluogo nisseno che ha saputo trasformare la Settimana Santa in uno dei più grandi ed importanti momenti di devozione popolare dell’anno . Nella cittadina siciliana le festività pasquali hanno un sapore tutto loro che sa di folklore e pietas popolare. Un grande teatro dunque dove, dalla Domenica delle Palme  fino a Pasqua, prendono vita maestose e antiche tradizioni, processioni e riti. Tra i momenti centrali della rappresentazione a carattere religioso, la sera del Giovedì Santo è sicuramente il più emblematico, quando entrano in scena le sedici Vare o Misteri, speciali carri su cui vengono montati imponenti gruppi scultorei in legno, cartapesta e gesso. Questi gruppi rappresentano per lo più un momento della via Crucis; alcuni di essi però riproducono dipinti famosi, come quelli della Cena e della Deposizione. La processione delle Vare del Giovedì Santo affonda le sue radici nei secoli passati anche se con modi e forme diverse. Infatti, la pia pratica della Visita ai Sepolcri nel corso del Settecento veniva solennizzata dalla Congregazione di san Filippo Neri, una congregazione sacerdotale, che portava in giro nelle chiese della città cinque gruppi di cartapesta con scene della passione alte circa cinquanta centimetri. Nel 1840 la processione venne ripresa, il farmacista Giuseppe Alesso e suo figlio Michele costruirono sette “vare” un po’ alla buona e diedero un nuovo impulso alla tradizione del Giovedì Santo. Ma solo nell’ultimo ventennio dell’Ottocento, le grandi Vare presero le dimensioni e l’aspetto artistico che vediamo oggi, grazie alla prosperità che la città aveva acquisito con il commercio mondiale dello zolfo. I proprietari delle miniere, ma anche gli zolfatari, i macellai, i panettieri, gli ortolani, i gessai e tanti altri gruppi di lavoratori si tassarono per avere ciascuno la propria Vara. La prima, La condotta al sepolcro, fu realizzata da un ignoto artista napoletano, altre quindici furono realizzate dai Biangardi Francesco e Vincenzo. Ogni vara è composta da personaggi a grandezza naturale e alcune di loro riproducono in modo tridimensionale quadri famosi: la Cena è ispirata all’Ultima cena di Leonardo da Vinci e la Scinnenza alla deposizione dalla croce di Rubens.

MERCOLEDÌ SANTO
La Processione della Real Maestranza ha lo straordinario potere di resuscitare uno dei momenti più significativi della storia di Caltanissetta. Nata nel 1554 come milizia per difendere la città dalle incursioni turche, la Maestranza si chiamava così perché composta da artigiani e maestri d’arte. Solo nel 1806 diventerà Real Maestranza, ricevendo il titolo di reale da Re Ferdinando I delle due Sicilie. Oggi, il suo imponente e commovente corteo, costituito dai rappresentanti locali delle più antiche corporazioni artigiane, testimonia la nascita dell’identità civica. 

VENERDÌ SANTO

Il Venerdì Santo si tiene la Processione del Cristo Nero, un piccolo Crocifisso che sarebbe stato ritrovato in una grotta tra due candele accese. Al tramonto il crocifisso viene portato a spalla e a piedi scalzi dai “Fogliamari”, i vecchi raccoglitori di verdure selvatiche. La devozione nei confronti di questo simulacro è molto grande, tanto da essere definito Signore della Città. Il rito del Venerdì Santo è in assoluto il più sentito e partecipato di Caltanissetta, la processione attraversa le vie del centro storico mentre i “Fogliamari” cantano le struggenti ladate.

DOMENICA DI PASQUA

La Settimana Santa si chiude con il corteo della Domenica di Pasqua e la messa. Alla fine della celebrazione liturgica, il Capitano restituisce le chiavi della città al sindaco, mentre fuori, tra il suono delle campane e i mortaretti, vengono liberate le colombe bianche, simbolo di pace.

La Pasqua di Caltanissetta attira ogni anno a se un numero impressionante di spettatori misti tra fedeli, semplici curiosi e turisti provenienti da ogni parte del mondo. Controversa sotto diversi aspetti la Settimana Santa nissena continua ancora oggi ad offrire spunti di riflessione religiosa ed uno spettacolo di folla che non ha eguali nel suo genere.

 

 

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Erika Diliberto

Erika Diliberto

Nata a Bologna, figlia di un carabiniere, ha cambiato più volte casa e “pelle”. Ha collaborato con diversi blog e con il Giornale di Sicilia. Dedica il proprio tempo libero alla sua famiglia più che speciale composta da marito, quattro cani, tre canarini e cinque gatti! Detesta i termini ambientalista o peggio ancora animalista. “Sono solo una donna che apprezza la vita e che la rispetta in tutte le sue forme, dalla più piccola alla più grande”. Adora far lunghe passeggiate all'aria aperta accompagnata dai suoi quattro zampe, al caos predilige di gran lunga il silenzio e le persone che sanno ascoltare più che parlare. Ama la sobrietà e la semplicità d'animo anche nella scrittura. D’altronde la sua citazione preferita è dello scrittore russo Isaak Babel: "Non c'è ferro che possa trafiggere il cuore con più forza di un punto messo al posto giusto".

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