Le Storie

Daniele Fucarino, l’uomo che fa rivivere la magia dei treni storici

La vostra Patti Holmes, in questa narrazione, vuol partire dal 27 luglio.

In questo giorno nasce una bambina, oggi spumeggiante donna, che già dai primi vagiti fa comprendere, ai suoi strabiliati genitori, che sarebbe diventata una grande, rido per l’affermazione, indagatrice di storie e personaggi.

Di chi sto parlando, cari miei Watson, e avete pure l’ardire di domandarlo?

Ma di me, elementare!

Ho divagato, lo so, ma a volte sono preda di un incontenibile egocentrismo che, però, non mi fa dimenticare che il 27 luglio di cui voglio parlarvi è quello appena passato,,

Al centro della scena la conferenza stampa di presentazione de “I binari della cultura”, itinerari turistici estivi 2017 in treno storico.

L’evento, organizzato da Fondazione Ferrovie dello Stato Italiane in collaborazione con l’Assessorato del turismo sport e spettacolo della Regione Siciliana, ha avuto come tema centrale il “Treno dei Templi” ed il “Treno del Barocco”. Dopo il successo riscontrato, nonostante la canicola che ha stretto la nostra isola, l’iniziativa è stata prolungata con sei nuovi eventi, sempre in treno storico, che interesseranno diversi centri nei mesi di settembre ed ottobre.

L’intervista di oggi è stata possibile grazie a Pietro Fattori (Fondazione FS Italiane e giornalista) che ha fatto da trait d’union con il Presidente dell’Associazione Treno Doc, Daniele Fucarino, che vi appassionerà a questa forma di viaggio slow. Al suo apparire mi sembra Sean Connery ma, osservandolo meglio, lo surclassa in bellezza e, appena iniziata la nostra chiacchierata, pure in simpatia di cui, secondo me, il caro 007 è carente. Siete pronti e, allora, fischio di partenza e tutti in carrozza.

Caro Presidente, lo è dal 2014, la ringrazio per aver accettato questa intervista su un argomento che appassiona me e i nostri lettori.

La prima curiosità è quando e come nasce l’Associazione Treno Doc?

“Nasce a Palermo nel 1995, grazie a un gruppo di appassionati, ed opera in regime di convenzione con la Fondazione FS Italiane, Trenitalia e Rete Ferroviaria Italiana. Treno Doc ha come missione il restauro e il mantenimento del decoro dei mezzi ferroviari facenti parte del parco rotabili storici della Fondazione FS Italiane e la promozione e realizzazione di manifestazioni turistico-culturali con i treni d’epoca”.

Dall’universale al personale, come inizia la sua avventura con questa Associazione?

“Faccio un preambolo che si lega alla sua domanda. Tutto parte da una meravigliosa storia d’amore, quella tra mio padre e mia madre. Lui, uomo dalle tante passioni e ad un passo dalla laurea, incontra sul suo cammino una bellissima ragazza di Agrigento che ne modifica il destino, diventando sua priorità assoluta. Con la stessa abnegazione si reinventa macchinista ferroviario e, a tal proposito, mi viene in mente un ricordo che mi fa sorridere. Per la Befana il mio regalo era sempre un trenino che, puntualmente, cambiavo con una macchinina o altro. Chi lo avrebbe detto che”…

La fermo perché, parlandole, mi ha colpito molto che alla morte di suo padre decide di scoprirne il mondo e, tramite internet, trova notizie, foto e, addirittura, le locomotive E.636 che suo padre guidava e a cui lei si appassiona. Qua mi fermo per farle continuare il racconto.

“Scopro che l’Associazione Treno Doc ne stava restaurando una e, sentendolo come un segno dal cielo, mi iscrivo nel 2004 e ristrutturo, assieme agli altri soci coadiuvati da personale di Trenitalia, quello spazio in cui mio padre aveva trascorso tantissimo tempo e che, essendo suo figlio, apparteneva un po’ anche a me. I lavori, terminati nell’agosto del 2005, riportano il rotabile all’antico splendore con la livrea originale Castano Isabella. Nel mese di settembre  parte la corsa prova e nel mese di ottobre, per 5 domeniche consecutive, il Treno dei Normanni, istituito sulla tratta Palermo-Cefalù, schiera dei Ciceroni su rotaie pronti ad attendere i viaggiatori”.

Mi piace molto ascoltare un uomo così appassionato che, con determinazione e fatica, ha realizzato il sogno di riappropriarsi del suo passato.

Presidente, facciamo conoscere ancora meglio questa vostra Associazione di Cultura ed Attività Ferroviaria?

“Il treno viene visto come un qualsiasi mezzo di locomozione, noi, invece, abbiamo voluto investirci perché desideravamo che i nostri passeggeri facessero un salto indietro nel tempo per rivivere una Sicilia che, purtroppo, non esiste più”.

Se lei dovesse invogliare il più scettico dei viaggiatori a partecipare ad una delle prossime tappe, cosa direbbe?

“Direi che nessuno dovrebbe sottrarsi al fascino e alle suggestioni che un treno storico esercita. Farò qualche esempio: sedute di legno pregiato che, aderendo perfettamente alla schiena, diventano tutt’uno con essa; il poter abbassare il finestrino, che in quello di oggi è sigillato, e sentire l’odore dell’entroterra che muta con l’alternarsi delle stagioni; la brezza che, entrando prepotentemente, vi rianima come soffio vitale; un bagagliaio a due assi attrezzato a piccolo minibar con caffè, bibite varie e snack e, dulcis in fundo, personale in divisa storica, quando possibile”.

Mi ha già convinta, anzi da entusiasta mi prenoto per la tappa dell’8 che da Palermo si fermerà a San Cataldo.

“Dimenticavo una chicca. Come Associazione abbiamo curato le Tabelle di Percorrenza che, di colore giallo e un tempo incollate nel vagone con città di partenza e di arrivo, ritroverete sui treni restaurati. Avevo ragione nel parlare di cura dei particolari?”

Cari lettori, il Presidente dell’Associazione Treno Doc è riuscito a catapultarci in un’altra dimensione che, personalmente, non vedo l’ora di vivere. Anzi, vi dirò di più, mi immagino già in partenza su questi “binari della cultura”, vestita stile anni ’30, in tailleur, con il punto vita strizzato e gonna a tubino. Oppure con un abito da sera e schiena scoperta, guardare languidamente dal finestrino il bel paesaggio siculo che scorre come in un film.

D’altronde, su di me il treno ha sempre esercitato una grande fascinazione. Da bambina lo vivevo come un magico set in cui ad ogni stazione si materializzavano nuove storie e protagonisti. Da adulta, come luogo di ingressi di paesaggi che, inducendo a vedere, pensare e conoscere in maniera diversa da qualsiasi altro mezzo, svela scenari che si inseguono e si dissolvono, per incontrarsi un momento dopo. Su di un di un elegante treno d’epoca, poi, perché non sognare di veder apparire, da un momento all’altro, donna Franca Florio, nota ai suoi tempi come la “regina di Sicilia”, o Ernesto Basile, massimo esponente del Liberty?

Dopo queste visioni, tra l’onirico e il filmico, e dopo aver nuovamente ringraziato Daniele Fucarino, che definirei rianimatore culturale di realtà che altrimenti non potremmo rivivere, vi invito a queste bellissime iniziative che vi mostreranno la Sicilia in modo “altro” e con una lentezza che, non appartenendo all’oggi, ve la farà assaporare e conoscere profondamente. Vi scoprirete parte di un territorio sconosciuto. Territorio inscritto in voi e protagonisti di un quadro in fieri che, mostrandovi un’ infinita varietà di paesaggi, vi svelerà tutta la loro struggente bellezza e magia.

Per vivere un giorno d’incantamento non possono mancare tutte le tappe, che troverete di seguito.

Domenica 17 settembre, da Messina partiranno due treni storici.

Il primo, alle 7.30, diretto a Caltagirone per l’evento “Territori del vino e del gusto”.

Il secondo, alle 9.30, a Santa Venerina per “EnoEtna”.

Domenica 24 settembre, da Siracusa.

Alle 8.30, ci si muoverà alla volta di Ragusa, percorrendo le meravigliose terre del Barocco, per partecipare alla “Festa dei formaggi iblei”.

Domenica 8 ottobre, infine, due le iniziative in programma:.

La prima da Palermo, alle 7,55, a San Cataldo, per la “Sagra della ciambella e dei grani antichi siciliani”.

La seconda da Trapani, alle 9.40, a Petrosino con il Treno “tra Apollineo e Dionisiaco” per i “Presidi Slow Food della provincia di Trapani”.  Giunti a destinazione troverete dei bus che vi condurranno ai luoghi della manifestazione.

La vostra Patti Holmes, oggi, vuole concludere con una citazione della poetessa statunitense, Edna St. Vincent Millay.

Così recita: “Non c’è treno che non prenderei, non importa dove sia diretto”.

Alla prossima.

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Giusi Patti

Giusi Patti

Mi chiamo Giusi Patti, ma sono anche la Dottoressa Pattin, Giuseisha e Patti Holmes. Una e tante. Mi definisco un "complesso", anzi un condominio di donne che coabitano pacificamente. La prima, l'originale, è laureata in filosofia; la seconda è una studiosa, specializzata in "uomini e donne d-istruzioni per l'uso"; la terza è una guru del sorriso e la quarta, infine, un'indagatrice. Tutte, proprio tutte, sono legate da un fil rouge che è l'amore per i viaggi fatti e in sognati, ma sempre conditi da miti e leggende. Chiedetemi e cercherò di soddisfare ogni vostra curiosità con pensieri parole opere e mai omissioni. Parola mia.

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