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“Cittadini, semu tutti devuti tutti?”. Catania si ferma per la sua patrona Sant’Agata

Si entra nel vivo dei festeggiamenti per Sant’Agata, patrona di Catania.

Un ricco programma ha avuto inizio lo scorso 2 gennaio per protrarsi per oltre un meseTra gli appuntamenti della Festa di Sant’Agata più interessanti ed importanti ci sono l’Offerta della Cera, le processioni delle Carrozze ed i magnifici fuochi della sera del 3 febbraio. E poi la Messa dell’Aurora di giorno 4 con l’avvio del giro esterno. Ed infine il clou, giorno 5, con il Pontificale e dal pomeriggio il giro interno.

LE CANDELORE

La festa di sant’Agata è inscindibile dalla tradizionale sfilata delle “candelore”, enormi ceri rivestiti con decorazioni artigianali, puttini in legno dorato, santi e scene del martirio, fiori e bandiere. Le candelore precedono il fercolo in processione, perché un tempo, quando mancava l’illuminazione elettrica, avevano la funzione di illuminare il passo ai partecipanti alla processione. Sono portate a spalla da un numero di portatori che, a seconda del peso del cero, può variare da 4 a 12 uomini. I maestri orafi del Trecento avevano realizzato il Busto di sant’Agata, un capolavoro d’arte raffinato e prezioso. Ma il popolo, da sempre vicino alla patrona, ha voluto essere presente nella festa con creazioni proprie, opere di fattura artigianale che rappresentassero, inoltre, associazioni di varie categorie di lavoratori. Ognuna delle 11 candelore possiede una precisa identità. Sulle spalle dei portatori, essa si anima e vive la propria unicità, che si compone di diversi elementi: la forma che caratterizza il cero, l’andatura e il tipo di ondeggiamento che gli viene dato, la scelta di una marcia come sottofondo musicale.
Le candelore sfilano sempre nello stesso ordine. Ad aprire la processione è il piccolo cero di monsignor Ventimiglia. Il primo grande cero rappresenta gli abitanti del quartiere di San Giuseppe La Rena e fu realizzato all’ inizio dell’Ottocento. E’ seguito da quello dei giardinieri e dei fiorai, in stile gotico-veneziano. Il terzo in ordine di uscita è quello dei pescivendoli, in stile tardo-barocco con fregi santi e piccoli pesci. Il suo passo inconfondibile ha fatto guadagnare alla candelora il soprannome di “bersagliera“. Il cero che segue è quello dei fruttivendoli, che invece ha passo elegante ed è dunque chiamato la “signorina“. Quello dei macellai è una torre a quattro ordini. La candelora dei pastai è un semplice candeliere settecentesco senza scenografie. La candelora dei pizzicagnoli e dei bettolieri è in stile liberty, quella dei panettieri è la più pesante di tutte, ornata con grandi angeli, e per la sua cadenza è chiamata la “mamma“. Chiude la processione la candelora del circolo cittadino di sant’Agata che fu introdotta dal cardinale Dusmet. In passato le candelore sono state anche più numerose: esistevano quelle dei calzolai, dei confettieri, dei muratori, fino a raggiungere in alcuni periodi il numero di 28.

Ma ecco il programma nel dettaglio dei giorni clou

Domenica 3 febbraio

(PROCESSIONE DELLA LUMINAIA OFFERTA DELLA CERA)

I festeggiamenti religiosi iniziano il 3 febbraio con la processione per l’offerta della cera che parte dalla Chiesa di Sant’Agata alla Fornace in Piazza Stesicoro per raggiungere la Cattedrale in piazza Duomo. Da Palazzo degli Elefanti, sede del Comune, escono le due settecentesche “Carrozze del Senato” a bordo delle quali il sindaco e alcuni membri della Giunta si recano alla chiesa di San Biagio per portare le chiavi della città alle autorità religiose. Questo primo giorno si conclude la sera “a sira ‘o tri” a Piazza Duomo con un concerto e uno spettacolo pirotecnico.

Lunedì 4 febbraio

(MESSA DELL’AURORA E PROCESSIONE FUORI LE MURA)

I festeggiamenti continuano giorno quattro con una funzione religiosa, “la messa dell’aurora”, nella Cattedrale in Piazza Duomo. Prima della funzione, il mezzo busto con le reliquie di Sant’Agata viene portato fuori dalla “Cameretta” tra le acclamazioni dei devoti. Subito dopo la messa il fercolo viene portato in processione per il “giro esterno” della città. Un giro lungo che finirà alle prime luci dell’alba del 5 con il ritorno in Cattedrale.

Martedì 5 febbraio

(PROCESSIONE DENTRO LE MURA)

Giorno cinque, nella tarda mattinata, in Cattedrale viene celebrato il solenne pontificale. Alle 18, ha inizio il “giro interno” della città. Il fercolo sale per Via Etnea, giungendo a tarda notte a Piazza Cavour. Qui la Santa si ferma per un altro atteso spettacolo pirotecnico dopo il quale il giro riprende giù lungo la via Etnea fino alla “cchianata ‘i Sangiulianu”. Dopo la sosta in via Crociferi per i canti delle suore benedettine, il fercolo ritorna in Cattedrale in pieno giorno per l’ultimo saluto alla Santa.

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