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Casteltermini si prepara alla più antica tra le sue feste. Arriva la Sagra del Tataratà

Casteltermini si prepara a celebrare, come tutte le quarte settimane di maggio, ad una delle feste più antiche di Sicilia. La Festa di Santa Croce o come comunemente conosciuta la Sagra del Tataratà. L’evento è in programma dal 25 al 27 maggio.

LA STORIA

La festa di Santa Croce, più comunemente conosciuta come “Sagra del Tataratà”, è una festa unica nel suo genere. Certamente è una delle più antiche manifestazioni folkloristiche siciliane che si inserisce nella festa religiosa della “Santa Croce”. In virtù di una tradizione secolare che trova le sue origini nell’esistenza di popolazioni arabe abitanti i casali di questo Comune, nel 1629, il Principe Gian Vincenzo Maria Termini e Ferreri, con licentia populandi del Re Filippo II° di Spagna, fondò il Comune di Casteltermini.

La Sagra del Tataratà nasce da un avvenimento storico: il ritrovamento di una grande Croce di legno. La Croce, che si conserva ancora nella omonima chiesetta di Santa Croce, si pensa sia servita per il martirio dei cristiani al tempo delle persecuzioni avvenute sotto l’Imperatore Romano Decio. Tale ritrovamento avvenne in epoca imprecisata e comunque prima che sorgesse il Comune di Casteltermini e perciò anteriore al 1629.

Per solennizzare questo avvenimento, le popolazioni arabe residue, convertite al Cristianesimo, con gli indigeni di quel tempo, parteciparono con i loro pittoreschi costumi ed i loro caratteristici riti e tradizioni che, al ritmo di un grande tamburo, eseguono danze coreografiche.

IL PROGRAMMA

Il Venerdì prendono il via i festeggiamenti con l’ingresso nella cittadina delle quattro bande musicali, una per ogni Ceto. E cioè: Maestranza, Celibi, Borgesi e Pecorai che rappresentano le quattro maggiori antiche corporazioni del paese. I ceti, preceduti dalle bande musicali, sfilano per le vie del paese con i loro costumi del 600. La sera hanno luogo le aste pubbliche per aggiudicarsi i posti migliori e più prestigiosi all’interno della Cavalcata.

Il sabato è il momento delle processioni. Il Ceto della Maestranza, con in testa il Capitano di Giustizia, l’Alfiere e il Sergente vestiti con costumi del 600, sfilano a cavallo preceduti dalla propria banda e dal Gruppo Folkloristico del Tataratà. Mentre gli altri tre ceti con le loro bande seguono a piedi.

La domenica è il giorno clou e conclusivo della festa. La mattina si celebra una Messa con la benedizione dei Palii dei quattro Ceti. Ceti che nel pomeriggio sfilano su cavalli riccamente bardati, molti dei quali di razza pregiata, preceduti dai propri Palii e Stendardi accompagnati dalle bande musicali.

A chiudere il corteo il gruppo folkloristico del Tataratà che con i suoi costumi arabi, le sue danze caratteristiche eseguite al ritmo scandito dai tamburi.

La processione seguirà un percorso ben definito lungo le strade del paese, per poi andare in pellegrinaggio all’eremo di Santa Croce, riportando nella sua dimora, la Croce lignea ritrovata, secondo la tradizione, da alcuni contadini.

Alla mezzanotte di domenica, tutti i Ceti si riuniscono in piazza Duomo. E qui, nel centro della cittadina, che viene impartita la solenne benedizione con una teca che custodisce una reliquia proveniente dalla Croce in cui è stato crocifisso Gesù.
Il giorno seguente è previsto il raduno dei ceti nella chiesetta di Santa Croce dove verrà celebrata una Santa Messa di ringraziamento. Alla sua conclusione i rappresentanti dei ceti faranno rientro in paese per la consegna dei vessilli ai nuovi comitati che avranno l’onore, il prossimo anno, di organizzare la festa.

Per informazionihttps://www.facebook.com/prolocochiuddia.casteltermini/

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