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L’estate di San Martino trascorretela a Castell’Umberto, il borgo dove si fanno rotolare le botti

Il prossimo fine settimana Castel’Umberto, in provincia di Messina, festeggerà San Martino con l’undicesima edizione del Palio di San Martino.

Per l’occasione il borgo, incastonato tra Cefalù e Messina e abbarbicato sulle colline dei monti Nebrodi, darà vita ad un grande evento culinario dedicato a funghi, salsiccia, castagne. E ovviamente al vino. Non mancheranno poi prodotti tipici come i maccheroni con il sugo di maiale e i frittuli, piatto povero ottenuto dall’uso delle parti di scarto del suino, tra cui testa, zampe, cuore e cotenne.
Il Palio di Castell’Umberto
Ma il Palio di San Martino oramai è diventato celebre per una manifestazione curiosa: la corsa delle botti. Una speciale corsa che si svolge nel quadrilatero di fondazione novecentesca del comune di Castel’Umberto.
Le regole della gara sono semplici. I componenti delle squadre che partecipano alla gara si sfidano nel far rotolare delle grosse botti attraverso un circuito a gimcana fino a condurle al traguardo nel minor tempo possibile.
La competizione si svolge su due manche. La prima serve a stabilire l’ordine di partenza in griglia nella seconda manche.

Il BORGO

Castell’Umberto è un comune del Messinese di poco più di 3 mila abitanti.

Anticamente chiamato Castanìa, il borgo sorgeva più a valle, dominando il torrente del Fitalia. Le origini sono incerte. Secondo una teoria del Professor Rosario Scurria, illustre poeta e intellettuale castanese, il nome sarebbe una corruzione di Castrum Aeneae ossia fortezza di Enea. Secondo questa teoria infatti alcuni compagni di Enea avrebbero risalito il torrente e fondato un grosso centro a valle, Salusapri, che a seguito di un’alluvione si sarebbe scinto in tre centri urbani: Castania (l’attuale Castell’Umberto appunto, Tortorici e San Salvatore).

In epoca bizantina il borgo antico fu roccaforte contro le invasioni saracene. A quel periodo infatti risale l’antica torre che poi, nel XVI secolo, divenne castello della nobile famiglia Sollima per passare poi nel 1671 alla famiglia Galletti che fu feudataria della baronia di Castania.

Oggi il paese si configura come uno dei più fortunati e accoglienti della zona per una serie di ragioni. Esso gode innanzitutto di un centro urbano sistemato secondo le regole della “città giardino”. E’ quindi caratterizzato dunque da un’armoniosa alternanza tra architettura e spazi verdi.

Dalla piazza centrale, sulla quale si affacciano la chiesa matrice e il municipio, si dirama dunque la zona nuova del paese, arricchita da un parco comunale provvisto di piscina e campi sportivi. Un altro elemento di attrattiva è il panorama che si gode dal paese. In particolare la vista che si gode dalla collinetta della chiesa di Santa Croce che per via della sua posizione privilegiata offre su tutte le vallate circostanti.

Oltre a tutti i paesi intorno, lo spettatore può godere della vista delle isole Eolie da un lato e dell’Etna dall’altro. A meno di un chilometro dal centro si raggiunge il centro storico, l’antichissimo borgo di Castanìa. Qui, tra i vicoli, si può ammirare il tessuto urbano tipicamente medioevale, le chiese superstiti e la torre del castello.

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