Le Storie

Hai vinto al Superenalotto? Ecco i consigli su come spendere 130 milioni di euro

Il 17 aprile a Caltanissetta sono stati vinti per la precisione 130,2 milioni di euro e la vostra Patti Holmes vuole dare ai fortunati dei consigli di investimento. Il problema è che in questo “servizio”, che voglio offrire gratuitamente, si sono introdotte, come esperte di spesa virtuosa, anche la Dottoressa Pattin, Giuseisha, Patti Fox e Patti Chef ( Patti Jones è disinteressata all’argomento a meno ch per i consigli non ottenga una lauta percentuale). Siete pronti a leggere queste idee? Bene e allora cominciamo.

Una bella cosa, che secondo me,  i nostri super milionari potrebbero fare è smuovere l’economia della nostra isola acquistando, alla cifra simbolica di 1 euro, una Casa in quei borghi e paesi che hanno deciso di dare  linfa vitale e un nuovo volto ai propri centri storici. Ecco, cari vincitori, con questa bella azione dimostrereste amore e appartenenza alla vostra terra e diventereste dei nuovi “mecenati”. Immaginate quanto bene fareste all’economia e di quali belle proprietà potreste essere proprietari. La scelta tra: Salemi, Regalbuto, Gangi, Sambuca di Sicilia e Mussomeli.

Interviene Giuseisha, la guru del sorriso, che ha idee “altre” rispetto alle mie. “Secondo me, aver vinto una tale cifra potrebbe portare scompensi dell’anima e, allora, il mio consiglio, per i primi tempi, è quello di andare a a “Bent el Rhia”, Pantelleria, accostarsi a lei prima come beauty farm naturale, immergendosi gratuitamente, come prima avrebbero fatto, nel calidarium, tepidarium e frigidarium della sua “Gadir“; godere della sauna della “Grotta del caldo” e nella ibernante “Grotta del freddo”; passeggiare e sentire il respiro del vulcano, attraverso pietre roventi, che ne svelano la presenza invisibile, ma dominante. E poi, dopo aver elaborato tanta fortuna, rilassarsi e coccolarsi nel Resort Acropoli. Pensate quante suggestioni e cavalcate nei secoli a due passi da voi e quanta meditazione indotta da tanta bellezza”. Gabriel Garcia Marquez, a proposito di Pantelleria: “Non credo che esista al mondo un luogo più adatto per pensare alla Luna. Ma Pantelleria è più bella. Le pianure interminabili di roccia vulcanica, il mare immobile, la casa dipinta di calce fino agli scalini dalle cui finestre si vedono nelle notti senza vento i fasci luminosi dei fari africani…Fondali addormentati…Un anfora con ghirlande pietrificate e i resti di un vino corroso dagli anni…il bagno in una conca fumante dalle acque così dense che è quasi possibile camminarvi sopra…”

La Dottoressa Pattin, che non vuole essere da meno, aggiunge: “Giuseisha, resta nel tuo campo e non utilizzare termini di cui non sai il significato: elaborare, scompensi dell’anima, vuoi emularmi o soffiarmi il ruolo. Tornatene a meditare nell’Ashram. Ritornando al tema principe della discussione, io, invece, dall’alto della mia esperienza, se fossi in loro, andrei in un’oasi d’incantamento, tra il fresco profumo dei limoni della Riserva Naturale di Vendicari, in provincia di Siracusa, e il cobalto del Mediterraneo, in una struttura risalente al 1200 che fungeva da fortezza contro gli assalti dei popoli provenienti dal mare, e che è stata ristrutturata nel Seicento, dall’architetto Rosario Gagliardi, grande esponente del Barocco siciliano. Dirò il nome a patto che, per accostarsi a questo luogo in un momento in cui potrebbero perdere, diciamolo chiaramente, la trebisonda, di essere seguiti da me, soprattutto in vacanza. La meta, mi sento nei loro confronti una sorta di crocerossina del pensiero, è la Masseria Costanza della famiglia Messina, luogo di grande charme e dall’arredo classico, che è stata ristrutturata conservando intatte le caratteristiche originali. Dalla grande finestra del soggiorno, vista straordinaria sulla campagna piantata ad ulivi, limoni e sul mare siciliano; meraviglioso il frantoio lasciato a vista nella zona giorno, che testimonia il passato agricolo della masseria e che dire degli ampi saloni, della terrazza che guarda la magnifica Oasi di Vendicari con tanto di fenicotteri rosa? Meditate milionari, meditate. Con me avreste Mens sana in Corpore sano“.

Alza la mano Patti Fox che, venendosene con una stravagante idea: “Io, se fossi in loro, intesterei una stella ai proprietari della rivendita che gli ha portato fortuna. Il mondo è abituato ad alzare gli occhi al cielo e perdersi in quel manto luminoso, sognando luoghi inesplorati e desideri da esprimere. Ecco, regalerei un sogno a chi, anche se involontariamente, ha realizzato il loro. Farei recapitare il pacchetto con il certificato del sito che attesta l’acquisto della stella e vi metterei anche un’ulteriore busta con qualcosa di più corposo e tangibile, a buon intenditore poche parole“.

Arriva Patti Chef: “Mhmm, la Astroscopara, dopo la prima stranezza, mi è piaciuta; ma andiamo a me. Se fossi in loro mi trasferirei a Licata per andare ogni giorno a “La Madia” di Pino Cuttaia, uno dei due più grandi Chef Stellati della Sicilia, gustare i suoi piatti della tradizione con tocchi di innovazione e nomi immaginifici: Cornucopia, Quadro di alici, Uovo di seppia, Ninfea di carciofo spinello e tanti altri. E poi mi trasferirei a Ragusa al ristorante Duomo di Ciccio Sultano, altro angolo di delizia, all’interno del Palazzo La Rocca, lo stesso che fece da set al film Divorzio all’italiana con Marcello Mastroianni. Da entrambi vorrei dei corsi di cucina ad familiam“.

Arriva la recalcitrante femme fatale Patti Jones: “Io, se fossi stra-milionaria, vorrei comprarmi: Lino Guanciale e Guido Caprino, due attori belli e impossibili. (Sorride e aggiunge) Ma, in effetti, perché comprarli se posso conquistarli con uno sguardo e un battito di ciglia?
Bene, care le mie fantasiose amiche, tranne alcune idee che avete costruito per i vincitori, molte sono cucite su di voi. Pensiamo alla penultima, all’ultima (incommentabile) o a quella della cara Dottoressa Pattin, che vuole, in realtà farsi la vacanza, fingendo di essere da supporto psicologico.

Pattin, Giuseisha, Fox, Jones, Chef, in coro: “Ha parlato la razionale Patti Holmes, che parla con lo zio Sherlock.  Ahahah, meno male che ci sei tu, svitatella e furbetta nostra, che “regali” idee scopiazzando i tuoi articoli e pubblicizzandoli. Sei una truffa. Warning, Holmes, ricordatelo. Rivolgiti a noi con più rispetto e meno supponenza“.

Avrete capito, cari lettori e carissimi miei Watson, che nel mio condominio di donne non sempre si respira Peace and Love. Devo ammettere, però, che questa volta hanno ragione loro, quindi mi cospargo il capo di cenere e vado a chiedere, umilmente, scusa. Alla prossima.

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Giusi Patti

Giusi Patti

Mi chiamo Giusi Patti, ma sono anche la Dottoressa Pattin, Giuseisha e Patti Holmes. Una e tante. Mi definisco un "complesso", anzi un condominio di donne che coabitano pacificamente. La prima, l'originale, è laureata in filosofia; la seconda è una studiosa, specializzata in "uomini e donne d-istruzioni per l'uso"; la terza è una guru del sorriso e la quarta, infine, un'indagatrice. Tutte, proprio tutte, sono legate da un fil rouge che è l'amore per i viaggi fatti e in sognati, ma sempre conditi da miti e leggende. Chiedetemi e cercherò di soddisfare ogni vostra curiosità con pensieri parole opere e mai omissioni. Parola mia.

1 Comment

  1. Marco
    23 aprile 2018 at 20:41 — Rispondi

    Siete meravigliose…

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