Le Storie

Una pasta prodotta con la farina di cece nero. La nuova scommessa (vinta) di Gero e Rubina Bonfante

Le cose migliori della vita– sosteneva uno scrittore britannico – sono quelle impreviste perché non c’erano aspettative. Accade ad esempio che una nevicata improvvisa quanto abbondante confini una famigliola nella loro casa di campagna. Li isoli per giorni, privandoli persino della possibilità di rifornirsi al supermercato. E loro di necessità ne fanno virtù. Uno sguardo al magazzino stipato di ceci ed ecco accendersi la lampadina. L’invenzione. La genialata culinaria. Perché non trasformare quei legumi in pasta? Un esperimento da provare, una soluzione da testare. Ed il test funziona. Ne nasce una pasta dal gusto unico.

Questa è la storia sintetizzata, molto short di un successo improvviso, inatteso. E’ la storia di Gero Bonfante e della moglie Rubina. Anzi è un nuovo capitolo della storia di Gero e Rubina. Lui ex operaio con la passione per la natura qualche anno fa decise di dare una svolta alla sua vita: commercializzare le erbe aromatiche prodotte dai suoi campi di contrada Girafi, nel punto più alto del territorio di Mussomeli. Erba cipollina, finocchietto selvatico, origano. Un’avventura condivisa con entusiasmo dalla moglie Rubina e dalla suocera. Assieme hanno creato un laboratorio, comprato un furgoncino, cominciato a girare sagre, fiere, mercati in Sicilia e nel resto d’Italia.

Il marchio “Le aromatiche di Girafi” è diventato nel tempo un vero e proprio brand di successo. Di recente all’offerta si sono aggiunti i preparati per la pasta e gli arrosti ed ancora i pesti ed i paté. Poi all’inizio del 2017 la svolta. Improvvisa e per certi versi obbligata da uno straordinario evento meteorologico.

“A gennaio di quest’anno – racconta Bonfante – per via di quella grande nevicata siamo rimasti per quasi 15 giorni bloccati in azienda. Avevamo finito le scorte di cibo. C’era rimasto ben poco, tranne una significativa quantità di cece nero. Abbiamo deciso di usare il nostro mulino pensando di preparare delle panelle o delle farinate. Poi è venuta l’idea. Perché non usare la farina di cece nero per preparare della pasta abbinandola alla farina di un grano antico come il Senatore Cappelli? Il risultato è stato ottimo quanto inatteso. La tagliatella preparata e servita con un sugo al finocchietto selvatico si è presentata consistente, per nulla sfaldabile e di altissima digeribilità. Insomma fin da subito sono emersi gli elementi distintivi della pasta: altamente gustosa, proteica e decisamente digeribile”.

Gero superato il test e aguzzato l’ingegno ha deciso di metterla in produzione. Ma prima era necessario trovare una sponda in una specialista dei sapori. “Ho preso il telefono e ho chiamato una mia amica ristoratrice di Montalbano Elicona, Luciana Bovaro, proprietaria di una rinomata trattoria con tanto di bottega per la vendita di prodotti tipici. Le ho mandato delle foto e l’ho convinta. Mi ha dato subito il suo appoggio”.

Dopo mesi Gero e Rubina dai test domestici sono passati alla vera e propria produzione. Si sono rivolti ad un mulino per la farina e ad un pastificio artigianale con trafila in bronzo per la pastificazione. E per rendere il proprio prodotto ancora più unico hanno inventato un formato il cui nome è un chiaro omaggio ai campi da dove provengono i ceci: le girafine. Una specialità dalla forma elicoidale. Bonfante non nasconde però le difficoltà iniziali. “Sia il proprietario del mulino che il mastro pastaio erano piuttosto scettici, non credevano nel mio progetto. Ma presto si sono ricreduti. Dopo 15 giorni mi hanno chiamato dicendomi che avevo fatto centro. Testandola hanno visto che non si sfaldava restando integra al momento della cottura”.

Il colore della pasta non tradisce le sue origini: tono dorato con delle striature e dei puntini neri, mentre il retrogusto riporta al classico sapore delle panelle. Confezionata ed inviata ai clienti più fedeli (ristoratori e bottegai), la pasta di cece nero è ben presto sbarcata nei mercati e nelle fiere. In pochissimo tempo la pagina Facebook dell’azienda è stata letteralmente riempita da recensioni entusiaste senza contare i continui ordini. “Su Facebook giornalmente i nostri clienti condividono con noi le loro ricette. Riempiono la nostra bacheca con le foto in cui immortalano i piatti di pasta serviti in molteplici modi”. La prima fornitura di pasta è andata ben presto esaurita, chi l’ha provata la ricompra ordinando quantità sempre superiori.

Alle girafine si sono aggiunti altre tre formati: rigatoni, ditali e le virrine, queste ultime a forma di punta di trapano. Anche in questo nome c’è un chiaro omaggio a Mussomeli, ed in particolare alla “virrina”, utensile usato per produrre dei fori. “Il risultato in questi primi mesi di produzione è più che positivo, se debbo essere sincero non me l’aspettavo. La pasta piace, e tanto”.

Una scommessa appena vinta. Un’altra per Gero e Rubina. Nessuno avrebbe infatti puntato un centesimo sul successo della loro azienda. Quando alcuni anni fa si sono lanciati nell’avventura hanno dovuto fare fronte allo scetticismo di molti. “La gente adesso ha un nuovo approccio con il cibo, è sempre di più alla ricerca di prodotti sani, biologici, sempre più attenti a cosa mangiare, interessati a mangiare bene anche se questo significa spendere qualcosa in più. Noi da anni lavoriamo per portare sul mercato prodotti buoni, gustosi e soprattutto sani. E i nostri clienti ci premiano dandoci quotidianamente fiducia”. Fiducia che non intendono tradire.

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Giuseppe Taibi

Giuseppe Taibi

Nell'eterno dilemma tra l'essere siciliano di scoglio o di mare aperto, Giuseppe Taibi non ha dubbi: lui che non riesce a stare lontano dall'Isola per più di un mese è di sicuro un siciliano di scoglio. Troppo forte l'amore per la sua terra che il trentaquattrenne cronista, racconta da da più di dieci anni sul Giornale di Sicilia. Da inviato del settimanale Siciliaoggi si è occupato di immigrazione e politica regionale. Blogger, ha ideato il progetto “Cartastampata”. Studioso dei fenomeni mafiosi e della storia di Cosa nostra, ha tenuto diversi incontri sulla legalità nelle scuole della sua regione. Attualmente è impegnato nella realizzazione di documentari impegnati e video inchieste.

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