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“Orto in Arte”, dal 26 maggio al 2 giugno arte e natura protagonisti all’Orto Botanico di Palermo

Il 17 aprile all’Orto Botanico di Palermo si è svolta la “Conferenza Stampa” di presentazione della prima edizione di “Orto In Arte”.

Orto in Arte si svolgerà dal 26 maggio al 2 giugno, proprio in questo luogo d’incantamento. Museo all’aperto in cui si respira linfa vitale. Sette giorni dedicati al rapporto tra Natura e Arte con ospiti internazionali e che vedrà al centro del ricchissimo programma: conferenze, tavole rotonde, concerti, spettacoli serali, danza, workshop, laboratori e mostre che trasversalmente intrecciano artigianato, arti visive e performance, con ospiti da vari Paesi del mondo. C’è tutto questo, e molto altro, in questo festival internazionale ideato e diretto da Margarida Tavares e organizzato da “Rinascita 18” società benefit, con la collaborazione dell’Università degli Studi di Palermo, nell’ambito delle manifestazioni di “Palermo capitale italiana delle cultura 2018”.

Alla conferenza stampa, oltre all’imprenditrice portoghese, sono intervenuti il Prof. Paolo Inglese, Direttore del SiMuA-Sistema Museale d’Ateneo. E poi il Prof. Rosario Schicchi, Direttore dell’Orto Botanico di Palermo e il Dott. Carmelo Samonà, medico ad orientamento antroposofico, membro del Collegio di Presidenza della Società Antroposofica in Italia E ancora Lara Pedilarco, artista, euritmista, ideatrice dell’installazione Terra Io Sono, riunione di terre e di acque provenienti da diversi luoghi e Paesi del mondo.

Il ricchissimo programma, illustrato con dovizia di particolari, ha messo in luce l’eccezionale ricchezza della vegetazione dell’Orto Botanico di Palermo.

Questo luogo è lo scenario ideale di una serie di eventi che ruotano attorno al rapporto tra Natura e Arte e che vedono nell’esperienza sensibile della bellezza il perno di questo rapporto. Nelle metamorfosi della Natura, la Bellezza è diretta manifestazione della potenza creatrice delle forme di vita; nell’uomo questa potenza si trasforma in un’esperienza partecipativa volta alla trasformazione della realtà. Nell’ambito del festival, Natura e Arte sono intese come esperienze dirette in cui individui, popoli e culture dialogano fra loro. Le meraviglie della natura sono state la base di racconti popolari, riflessioni filosofiche, esperienze artistiche e di antichi culti. Intorno a questi temi convergono le Arti del tempo e dello spazio previsti in questo festival: dal movimento al canto, dalla danza alla musica, fino alla produzione di tessuti naturali realizzati con colori vegetali.

Il professore Paolo Inglese, che ha aperto gli interventi, ha raccontato il suo incontro con Margarida Tavares.

Questa donna straordinaria che, con entusiasmo, vedendo nell’Orto Botanico il luogo ideale in cui realizzare questo progetto, ha conquistato e catalizzato attorno a sé una bellissima sinergia. “Dopo una settimana dal nostro primo incontro – ricorda- si presentò con una idea di bozza di programma, perché voleva arrivare molto in alto. Abbracciamo questa manifestazione che è una cornucopia di iniziative con pochissime risorse e tanto volontariato. Questo evento riempirà l’Orto di Bellezza, anche l’apparente scompostezza della natura lo è. Quando ero ragazzo c’era una materia “Lotta alle erbe infestanti”, che poi diventò “Gestione delle erbe infestanti” e oggi “Gestione della flora”.

A volte vedo i visitatori guardare le erbacce e le ortiche con riprovazione, come sintomo di abbandono; non si rendono conto della bellezza delle piccole cose, apparentemente disordinate, e che questo caos è necessario, perché in esso c’è la chiave di tutto. L’Orto Botanico non è il luogo della sicilitudine in quanto accoglie l’universo mondo”.

Margarida Tavares

Margarida Tavares, nel suo intervento, ha parlato di come Portogallo e Sicilia siano due terre vicine per spirito di popolo

Di come tutto sia nato dall’idea di un Festival culturale in cui far incontrare cultura e popoli. La Sicilia, isola dalle grandi forze creative, di arte, cultura e accoglienza, non è un caso che abbia abbracciato “Orto In Arte”.

La dimostrazione di ciò è che questo progetto si sia espanso a vista d’occhio. Un progetto che, pur essendo complesso, ha un senso perché si nutre di quell’entusiasmo che muove il mondo; da vivere come laboratorio esperenziale in cui ognuno diventi artista di se stesso; in cui approcciare tutti i tipi di pubblico grazie a un programma ricco di eventi. Ci sarà anche una sfilata di moda con Cettina Bucca, creativa di Milazzo, per una donna che ama la natura e un capo unico; Ricchezza Falcone, con accessori e sciarpe che ti vestono, parlando di sé. Le coreografie di Raffaella Mattioli e per scenografia il tramonto palermitano. Un Ritorno alle origini , poi, con il “Rito del pane”, con venti donne sicule che lo impasteranno, grazie a Bonetta Dell’Oglio, un menù dedicato all’Orto Botanico e alla salute dell’essere umano.

Il Dottore Carmelo Samonà ha ricordato come l’Orto Botanico sia stato amato da Goethe.

Quasi come un genio tutelare stato affascinato dal “groviglio” di vegetazione a Villa Giulia, l’angolo più bello del mondo per l’estrema esuberanza della natura. Una sorta di coincidenza tra ordine e disordine, reale e ideale.

La natura,  il reale che si manifesta in una molteplicità di forme; l’universale, nel particolare; principio di coesione ecologica, integrazione e relazione tra i vari esseri; dialogo in senso naturale; rispetto della biodiversità, della spregiudicatezza della natura, priva di pregiudizio. Il viaggio di Goethe sperimenta il contenuto del paesaggio esteriore interiorizzato dall’uomo; un archetipo del dialogo tra i popoli, un intrecciarsi e un gustare i cibi e le culture attraverso la terra che li accoglie.

Lara Pedilarco

Lara Pedilarco ci ha accompagnati alla visualizzazione di una “Installazione”.

Qeust’opera di arte sociale consiste in una fase di raccolta di terre e acque di varie parti del mondo, spedite o consegnate a mano che il 2 giugno, a chiusura del Festival, saranno materia di una esperienza di condivisione performativa.

Nello stesso giorno, le Cristallizzazioni, ciò che l’occhio umano non può cogliere, le forze che plasmano la natura. Osservare la bellezza dell’invisibile attraverso foto, terre e acque che i visitatori potranno mescolare in segno di unione e pace tra i popoli.

Programma ricco con varie sezioni. Danza, teatro, pittura che mostreranno un mondo a colori, dal Libano con Bassam Abou Diab, all’India con Astad Deboo. E poi la Compagnia Internazionale Las Salamantras, all’Antigone in Exilium a cura del Teatro Cenit di Bogotà. A questi di aggiungono Filippo Sciacca e l’unione nel suono: Collegamento in rete con Musiche dal Mondo e a Matilde Politi, espressione “alta” della Sicilia, da molti considerata l’erede di Rosa Balistreri. Fino a Euritmia, un’arte fondata da Rudolf Steiner agli inizi del Novecento, che mira a ricondurre il ritmo dell’uomo ad una nuova armonia con quello della natura e del cosmo, molto in auge in Germania e in Svizzera.

Fra gli eventi straordinari in programma, l’incontro con una rappresentanza dell’etnia MOso/MOsuo del Sud-ovest della Cina (per la prima volta in Italia), con il coordinamento di Francesca Rosati Freeman e la traduzione di Stefania Renda. Cultura indigena di pace in cui l’uomo non concepisce atti di violenza contro il femminile. Lo scopo di questa festa è evidenziare la bellezza, la conoscenza e la profondità dei contenuti.

I Moso

Il professore Rosario Schicchi ha affermato che Orto In Arte o Arte In Orto mostrano entrambi quanto l’Orto sia già manifestazione d’arte per opera dell’uomo.

Le forme d’arte qua trovano il luogo magico dell’accoglienza. Le piante non si fanno la guerra, le piante erbacee completano la parte spoglia delle piante arboree. L’estate scorsa chiamato in causa da Paolo portoghese e da Margarida per il vischio, si è ritrovato “invischiato” in questo entusiasmante progetto, che nasce all’insegna della bellezza, generosità e genuinità di un gruppo che ha creato non un programma, ma per contenuti, un libro.

L’augurio è che i palermitani e i turisti possano godere di questi eventi. Semi, acque e terra verranno messi nel cosiddetto prato, non inglese, anche se di Paolo, in quanto suo luogo di relax, che sarà un prato multispecifico, con tante specie che esprimono la diversità e l’unità. Un prato dell’ordine in cui le specie possono armoniosamente convivere.

Bassa Abdou Diab

Saranno sette giorni in cui si tenterà di affrontare, attraverso tre assi portanti, tre temi strettamente intercorrelati: “L’Albero della Vita“, “Terra: La Grande Madre“, “Universo, Terra e Uomo“.

L’inaugurazione sabato 26 maggio alle 11 con la partecipazione straordinaria di Teresa Mannino.

L’apertura al pubblico, invece, alle 14 con attività di arti integrate per bambini e adolescenti e workshop per adulti e dalle 17 una tavola rotonda sul tema “Goethe artista e scienziato” in cui si incontreranno botanici, docenti universitari e membri della Società Antroposofica. Alle 20,30 l’Accensione delle lanterne ORTOinARTE: Una luce come dono e a seguire alle 21 il talkshow “Un incontro Speciale tra Natura e il Critico d’Orto” con Teresa Mannino, Andrea Cusimano e il direttore dell’Orto Botanico Rosario Schicchi.

Importante è il Crowdfunding sulla piattaforma Capital e sulla Pagina Facebook Orto in arte. Partecipiamo attivamente a Orto In Arte, promuoviamo nel nostro piccolo la Bellezza.

ART IS ALL, anzi ORTO IS ALL.

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Giusi Patti

Giusi Patti

Mi chiamo Giusi Patti, ma sono anche la Dottoressa Pattin, Giuseisha e Patti Holmes. Una e tante. Mi definisco un "complesso", anzi un condominio di donne che coabitano pacificamente. La prima, l'originale, è laureata in filosofia; la seconda è una studiosa, specializzata in "uomini e donne d-istruzioni per l'uso"; la terza è una guru del sorriso e la quarta, infine, un'indagatrice. Tutte, proprio tutte, sono legate da un fil rouge che è l'amore per i viaggi fatti e in sognati, ma sempre conditi da miti e leggende. Chiedetemi e cercherò di soddisfare ogni vostra curiosità con pensieri parole opere e mai omissioni. Parola mia.

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