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Milano ospita “Klimt Experience”, la mostra che rivive la vita dell’artista austriaco

In quegli occhi colore del mare della piccola Elisa si riflette l’abbraccio di una madre per il suo bambino. Una cascata di capelli ricci scivola e avvolge il piccolo. Elisa sorride e sposta il suo sguardo verso quello di sua madre. Con il suo indice da bimba di un anno punta verso quell’intreccio di forme e colori. Un intreccio forse per lei indefinibile ma che l’affascina. Elisa si alza e va verso le pareti alla ricerca di un qualcosa di solido da acchiappare. La sua mano cerca il volto del bimbo, o quella cascata di capelli ricci ma si arrende vedendo quelle immagini perdersi sotto il pavimento. Il suo sguardo torna sulle pareti dove adesso arrivano nuovi mosaici dorati di Klimt. E si lascia trascinare dai valzer che accompagnano le opere dell’artista, padre della secessione viennese a cui è dedicata una “expercience room” del Mudec, a Milano.

La stanza, allestita per ospitare “Klimt Experience” (la mostra multimediale totalmente immersiva), resterà fruibile ai visitatori fino al 7 gennaio.

Dentro quello spazio il visitatore esplora, in poco più di un’ora, la vita artistica del celebre pittore, ma non solo. Perché la particolare mostra non è solo un susseguirsi delle immagini delle principali opere delle Secessione viennese, che alla perfezione si sposano con un’accurata selezione di musiche di Strauss, Mozart, Wagner, Lehàr, Beethoven, Bach, Orff e Webern.

Sulle pareti del Mudec viene riassunto anche il periodo storico, le forme di design e di studi del periodo, la moda del tempo e i luoghi simbolo del periodo. E poi tracce della vita privata dell’artista (foto, fogli di carta, appunti, scene di vita quotidiana) che ne completano la biografia, arricchendola quindi di contenuti che vanno oltre le opere note in tutto il mondo. Una ricostruzione, quindi, del contesto socio culturale in cui prese vita l’opera di Klimt.

Nella experience room prendono forma anche quelle celebri pareti dipinte dall’artista, con una riproduzione degli interni e degli esterni dei palazzi in cui quegli affreschi furono realizzati e restano custoditi.

Oltre settecento le immagini selezionate, un unico flusso di un sogno dorato che non conosce pause.

Allo spettatore non resta che sedere (o anche distendersi) e viaggiare tra tessere di mosaici, pesci e corpi sinuosi di donne che nuotano nell’oceano dell’artista, simboli e ricostruzioni 3d della Vienna da lui vissuta.

E poi ammirare, con una definizione dei dettagli del suo viso, Emilie Floge. Immancabile il Bacio, circondato da scintille, cerchi e linee che si alzano verso l’alto. Il tutto rigorosamente con i colori dell’oro.

E poi ancora la giovinezza e la morte, il ciclo della vita inarrestabile e, a volte, anche crudele. Corpi che si intrecciano e che si avvicendano. Il passato alle spalle della primavera, della giovane donna con in braccio il suo bambino. Teschi e abbracci. Rinascita e vecchiaia. Un monito, un modo per ricordarci che tutto cambia, niente è eterno ma ogni cosa continua, inevitabilmente, a essere parte di un flusso continuo. Un ricordarci che noi ne saremo sempre parte. In un punto diverso, ovviamente, Ma saremo sempre lì, abbracciati da chi ci ha preceduto e da chi ci seguirà.

Klimt Experience è stato ideato da Cross media group e si avvale di 30 proiettori laser in grado di trasmettere sui megaschermi oltre 40 milioni di pixel, per una fruizione della mostra ad una definizione maggiore del Full Hd. 

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Grazia La Paglia

Grazia La Paglia

Grazia La Paglia. Sono nata e cresciuta nell'entroterra siciliano e ho vissuto (a) Palermo, città che mi ha formato e mi ha regalato un sogno: quello di diventare giornalista. Lì ho collaborato, per la prima volta, con un giornale cartaceo: La Repubblica Palermo, e da quel giorno il capoluogo siciliano è diventato la mia seconda casa. In quella redazione ho imparato a scrivere di volontariato, dei problemi del terzo settore, di belle storie di integrazione e multicultura, di innovazione e lavoro, di ambientalismo, di scuola e di università. Nel novembre del 2015 è nato il mio blog autore, ClickUniversità, sempre di Repubblica dove racconto la vita degli universitari, le storie di chi - con una laurea in mano - riesce ancora a farcela e di chi è costretto a emigrare. E poi ancora, a Palermo, le collaborazioni con I Quaderni de L'Ora, il giornale culturale francese Cafè Babel e le dirette radiofoniche con Radio 100 passi. Ma non ho mai dimenticato la mia prima casa, Vallelunga, che ho raccontato sul sito Magaze.it, sul quotidiano La Sicilia e sul periodico culturale da me diretto, La Radice. Lettrice instancabile, ho moderato la presentazione di diversi libri e ho ideato e realizzato due edizioni del Festival del Libro. Adesso sono una terrona a Milano, ma il mio cuore resta alla Cala mentre ammiro i tramonti sui Navigli.

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