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La Vite, la più grande cantina al mondo nella produzione di Nero d’Avola

Ha saputo mettere insieme agricoltori, medici, avvocati e professionisti, varie anime del tessuto sociale che hanno creduto in un progetto comune per valorizzare un vino peculiare del territorio. La Cantina Sociale “La Vite” nasce nel 1971 e oggi viene considerata il primo produttore al mondo di Nero d’Avola.
Microclima e composizione della terra, hanno forgiato le caratteristiche di questo vitigno principe apprezzato in vari Paesi. Oltre 900 attualmente i soci del complesso enologico che confeziona anche vino biologico e bianchi.
“Un esempio di sviluppo nel profondo Sud attraverso la cooperazione” è stata definita dallo storico e socio fondatore  Salvatore Mirisola, che alla Cantina ha dedicato un libro.  
Annualmente nella cantina si lavorano oltre 250 mila quintali di uva per un fatturato di oltre 12 milioni di euro all’anno. Si produce Nero d’Avola, Sangiovese, Merlot, Cabernet, Syrah, Chardonnay, Insolia. 
La cantina ha anche un oleificio che produce olio di oliva. In questa intervista che vi proponiamo, l’enologo Girolamo Merendino di Misilmeri ed il presidente Salvatore Chianti parlano degli obiettivi e dei progetti futuri della Cantina Sociale.
Girolamo Merendino, vini premiati con medaglie e riconoscimenti a livello internazionale. Qual è il segreto dei vostri vini?
“Si distinguono in modo radicale rispetto ai vini rossi prodotti in Sicilia. È  riconosciuto ormai che il migliore Nero d’Avola proviene da Riesi. Sono in genere dei vini molto ricchi in estratti, molto corposi, colorati, alcolici e che resistono bene nel tempo. Si prestano all’invecchiamento. Un’altra caratteristica di questi vini è  laversatilità. Con con le opportune tecniche di vinificazione, infatti, si possono ottenere vini giovani, freschi e fruttati da consumare subito. Da alcuni anni abbiamo consolidato la tecnica di produzione di vino rosato utilizzando solo Nero d’Avola. A breve inizieremo a produrre anche lo spumante e vini frizzanti, sfruttando il Nero d’Avola”.
 
 
Quali sono i vino o i prodotti sui quali puntate maggiormente?
“Sempre sul nero d’Avola e soprattutto su quel target definito importante dei vini destinati all’invecchiamento. Ciò è dovuto a quello che ci suggeriscono il mercato ed i clienti. Negli ultimi anni abbiamo puntato anche sui vini bianchi come Insolia, Chardonnay e Grillo”. 
A quali mercati vi proponete ed in quali Paesi è maggiormente gradito il vino della Cantina Sociale “La Vite”?
“Al mercato italiano, in particolare al Veneto, alla Francia, alla Svezia e alla Germania”.

Salvatore Chiantia

Presidente Salvatore Chiantia, lei guida la Cantina Sociale “La Vite” dal 2002.  Quali sono i vostri progetti futuri?

“Quello di crescere in termini di quantità e qualità. Pensiamo di incamerare nuovi soci e dopo aver acquistato la Cantina di Naro, abbiamo intenzione di incorporare le Cantine riunite di Sciacca per aumentare la lavorazione di uva bianca e di vini visto che nella zona di Sciacca ci sono tanti vitigni bianchi. Inoltre stiamo prevedendo il lancio dello spumante con Nero d’Avola. Abbiamo anche presentato un progetto di un importo complessivo di 5 milioni di euro per l’acquisizione di capannoni per realizzare uno stabilimento per la lavorazione dell’ortofrutta. Un altro nostro obiettivo è quello di creare un marchio e commercializzare l’olio in bottiglia”.
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