Borghi

Castroreale, il “paese delle favole”

Camminando per le sue strette strade lastricate di pietra, entrando nei vicoli, alzando lo sguardo a scorgere le piccole case, le une accanto alle altre, quasi cinte da un abbraccio fraterno, si vien colti dalla sensazione di perdersi nel tempo, in un luogo troppo lontano, troppo diverso dai grandi centri urbani, oggi fin troppo affollati! Castroreale, nel Messinese, è il paese delle favole, il paese che merita di esser visitato non una sola volta nella vita ma più e più volte perchè entra a far parte di diritto di quei luoghi dove è ancora possibile trovare il cosiddetto “piacere di vivere”.

Il villaggio medioevale di Castroreale, adagiato su di una altura naturale nel cuore dei Peloritani, proprio per le sue peculiarità più uniche che rare è entrato oggi a pieno titolo, aggiungerei, a far parte del circuito dei “Borghi più belli d’Italia”.

Definito dal neo-assessore Vittorio Sgarbi come “capitale della bellezza”, il paese, infatti, è stato protagonista della puntata, andata in onda il 10 dicembre scorso, delle “Alle falde del Kilimangiaro”, per gareggiare al concorso nazionale, indetto dalla trasmissione di Rai3, dal titolo il “Borgo dei Borghi”. Con appena 2.427 abitanti il Comune si distingue, tra le varie tradizioni, per i suoi appuntamenti celebrativi e per l’importanza del “Castroreale Jazz Festival”, da anni punto di riferimento per i più grandi musicisti del panorama internazionale.

Per non dimenticare le sue radici, secondo un’antica leggenda, Castroreale avrebbe origini antichissime: un re di nome Artenomo, venuto dal Medio Oriente, fondò una città che in onore della figlia chiamò Artemisia; successivamente Castoreo, sposo di Artemisia, edificò un nuovo insediamento che chiamò Krastos. Il sito ricoprì un ruolo importante durante le vicende che seguirono la rivolta dei Vespri Siciliani e Federico II d’Aragona per premiare la fedeltà’ dimostratagli durante la lotta contro gli Angioini, nel 1324, nominò Castroreale “URBS FIDELISSIMA” e ordinò l’ampliamento del Castello preesistente. Nel XVI secolo l’Imperatore Carlo V le diede il prestigioso titolo di “Città Regia”.

Ancora oggi, nonostante la moda del “mordi e fuggi”, il piccolo borgo è in grado di offrire ai suoi visitatori una varietà di emozioni culturali e paesaggistiche senza eguali a cominciare dal Monte di Pietà (XVI sec.), per poi continuare con il Palazzo Peculio, oggi sede del Municipio, la Torre di Federico II (XV sec.) e porta Raineri (XIV sec.). Di altissimo livello anche il patrimonio artistico locale che vanta tra i suoi protagonisti Antonello Gagini, Polidoro da Caravaggio e Filippo Juvarra.

Non mancano inoltre importanti tradizioni religiose come l’antichissima Processione del Cristo Lungo, fortemente “sentita” dagli abitanti del luogo. Ed ancora a Castroreale è possibile apprezzare e soddisfare le esigenze del proprio palato assaporando le antiche ricette e la qualità dei prodotti che si sono mantenuti tali grazie alle tradizioni tramandate nelle generazioni. Il dolce tipico fatto in casa, elaborato con ingredienti semplici, è il riso nero, mentre nelle botteghe del paese si può trovare il famoso biscotto castriciano della “Badessa”, l’olio molito con la stessa passione degli antichi trappeti, il vino, la ricotta infornata e i formaggi dei pastori della zona, gli agrumi, la marmellata di arancia amara e dei frutti di stagione ed il miele prodotto dai nettari della natura incontaminata.

Non da meno, è doveroso annoverare, per gli appassionati, due realtà che il Comune di Castroreale offre al visitatore, come il Museo della Moto ed il Planetario. Si potrebbe ancora aggiugerei molto e molto altro ancora per descrivere le bellezze del “salotto” dei Peloritani, ma le parole, in alcuni casi ed è questo il caso, non riescono appieno ad apprezzare e a descrivere al meglio quanto solo gli occhi potrebbero fare! Dunque, chi è stanco della propria macchina e del vivere guardando il mondo attraverso un finestrino, non può non recarsi a Castroreale e solo camminando ritrovare e riscoprire quel famoso “piacere di vivere” che solo le bellezze paesaggistiche- naturali e culturali di un luogo, possono offrire.

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Erika Diliberto

Erika Diliberto

Nata a Bologna, figlia di un carabiniere, ha cambiato più volte casa e “pelle”. Ha collaborato con diversi blog e con il Giornale di Sicilia. Dedica il proprio tempo libero alla sua famiglia più che speciale composta da marito, quattro cani, tre canarini e cinque gatti! Detesta i termini ambientalista o peggio ancora animalista. “Sono solo una donna che apprezza la vita e che la rispetta in tutte le sue forme, dalla più piccola alla più grande”. Adora far lunghe passeggiate all'aria aperta accompagnata dai suoi quattro zampe, al caos predilige di gran lunga il silenzio e le persone che sanno ascoltare più che parlare. Ama la sobrietà e la semplicità d'animo anche nella scrittura. D’altronde la sua citazione preferita è dello scrittore russo Isaak Babel: "Non c'è ferro che possa trafiggere il cuore con più forza di un punto messo al posto giusto".

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