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Alla scoperta dei Qanat, gli acquedotti arabi che scorrono nelle viscere di Palermo

Grazie ad un accordo tra La via dei tesori ed il Cai, il Club alpino italiano che gestisce i Qanat a Palermo, sarà possibile da domenica 29 aprile e per tutte le domeniche dell’anno visitare l’affascinante acquedotto arabo.

Chi vuole prenotare la sua visita già da questa domenica non deve far altro che collegarsi al sito www.leviedeitesori.com .

Gli orari della visita sono alle 9, 10,30, 12 e 14. Il costo per ogni visitatore è di 13 euro comprensivo di assicurazione e materiale per la visita. I posti a disposizione sono venti a turno.

Gli organizzatori raccomandano ai visitatori puntualità, consigliando un vestiario sportivo oltre un ricambio di abiti considerato che è assai facile bagnarsi. 

“Questa . fanno sapere gli organizzatori – è la prima di tante sorprese che vi proporremo, in attesa della prossima edizione del Festival”.

Ma cosa sono i Qanat?

Si tratta di acquedotti sotterranei inventati dagli arabi. Mille anni fa Palermo era tra le metropoli più affollate dell’Europa, tuttavia nessuno si poteva dire a corto d’acqua, grazie ai qanat, acquedotti sotterranei che captavano le sorgenti dalle zone della Conca d’Oro e trasportavano l’acqua attraverso gallerie con una pendenza minima: i pozzi, nel centro urbano, potevano pescare a una profondità notevolmente inferiore rispetto a quella in cui si trova il livello della falda, quindi con più facilità e un minore dispendio di energia. Alcuni qanat scorrevano in prossimità o al di sotto delle dimore della nobiltà che, proprio per la presenza di acqua corrente, potevano godere di un abbassamento termico che dava ristoro nelle lunghe giornate estive. Sarà possibile visitare il qanat Gesuitico Alto, costruito nel XVI secolo da Gerardo Alliata, cavaliere di Malta.

Per tutte le informazioni è possibile visitare il sito http://www.leviedeitesori.com/listing/qanat-2/

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